«Noi, gioiellieri milanesi innamorati di Pescara»

23 Novembre 2014

Angela, la mamma, Barbara e Fabio, i suoi ragazzi: caratteri diversi, stessa grinta «Il negozio per noi è casa, non è facile stare sempre insieme, ma è la nostra forza»

PESCARA. Pescara commerciale, dinamica, modaiola, senz'altro è stata e rimane una città con un tessuto sociale mobile. Un vieni e vai che più di una volta è stato interrotto da un innamoramento per il capoluogo adriatico. È questa in fondo la storia che raccontano i Cazzaniga, guardando al loro passato mentre compiono trent'anni di attività con una gioielleria ormai nota in città, aperta nel 1985 nello stesso punto in cui è oggi in piazza Salotto.

Angela Bidoia Cazzaniga è il cuore del negozio. I figli, con discrezione, lasciano solo intravedere che resta il loro riferimento, ma già alle prime risposte alcuni sentimenti tradiscono la riservatezza. Quest'ultima è, assieme ad una gentilezza d'altri tempi, il tratto distintivo di Angela che, senza invadere gli spazi di Barbara e Fabio, è la vera padrona di casa, anche se preferirebbe stare in secondo piano rispetto ai figli, perché il negozio per i Cazzaniga equivale alla casa di famiglia. «La nostra avventura è iniziata come una cosa voluta con passione», racconta Barbara, «un qualcosa che a distanza di tanti anni speriamo di saper trasmettere allo stesso modo». «Ugo, il papà di Barbara e Fabio», ricorda Angela, «era un rappresentante nel settore dell'orologeria, allora aveva delle aziende che mancavano di un agente di zona e così da Milano arrivammo qui. Doveva essere un breve periodo di permanenza a Pescara» continua, «e invece tutti noi ci siamo innamorati di questa città». «E forse anche questa città si è un po' innamorata di noi», scherza Barbara. «Poi uno si è fidanzato, l'altro pure», aggiunge Angela con un sorriso, «fatto sta che i Cazzaniga si sono stabiliti qua». Angela e Barbara ricostruiscono con un filo d'emozione la loro bella storia, mentre Fabio con una sorta di ironia innata glissa o sdrammatizza ogni cosa con grande simpatia.

«Ogni anno dicevamo che saremmo ripartiti il successivo», prosegue Angela, «anche perché avevamo genitori e fratelli a Milano, ma poi, avviata l'avventura del negozio, tutti abbiamo capito quale sarebbe stata la nostra strada». «Insomma anno dopo anno ci siamo resi conto tutti quanti di aver messo delle radici che non riuscivamo più a togliere», precisa Barbara, «e da qui abbiamo visto cose straordinarie, abbiamo vissuto da spettatori e da protagonisti i cambiamenti della piazza, del centro, come utenza e viabilità, come forma, come storie. Ognuno ha la sua casa, ma questa è la casa di tutti noi, in qualche modo da qui affrontiamo con più sicurezza e positività il mondo».

«E questa casa ha visto sentimenti, grandissime gioie e grandissimi dolori», considera Angela, «tutto qua dentro, 50 metri quadri in cui continuiamo a vivere un periodo di felicità con la nostra famiglia. Certo», continua, «non è sempre facile stare quotidianamente così tante ore a contatto ma è comunque bello». «Per noi in effetti è sempre stata una forza rimanere insieme», interviene Barbara, «se avessimo fatto tre lavori diversi saremmo stati ugualmente la famiglia straordinaria che reputo di avere, però la mattina quando ci guardiamo in faccia qui, ci capiamo al volo e troviamo la forza, anche nelle giornate più complesse, di dire insieme: ok sarà anche oggi una buona giornata».

Anche Fabio concorda sul fatto che lavorare insieme non è una difficoltà ma un punto di forza, lui che per anni è stato spesso lontano dal negozio per seguire la sua carriera di rappresentante, nell'orologeria e nella gioielleria. Ma chiedergli del suo rapporto con la mamma e con la sorella non è un'idea fortunata, Fabio deve avere imparato quel tratto distintivo degli abruzzesi che ricordava Flaiano quando scriveva del "pudore dei propri sentimenti": «Abbiamo un ottimo rapporto, litighiamo sempre per i conti» scherza con una simpatia istintiva che cattura anche Angela e Barbara, «le voglio molto bene, la rispetto, la chiamo tutte le sere, e non me ne sono mai andato di casa!». Tra sorrisi e ironia Fabio scansa al meglio gli argomenti. «No, poi se ne è andato finalmente» riprende Angela scherzando «e oggi ha anche due splendidi figli che sono i suoi gioielli». «Li metto in cassaforte tutte le sere», chiosa Fabio mentre il pensiero va al futuro dell'attività che, se proseguirà con i suoi figli, farà felici tutti i Cazzaniga, felici allo stesso modo se un domani Benedetta e Niccolò sceglieranno un lavoro diverso. «E del rapporto con me?»: Barbara si rivolge a Fabio riportandolo sulla domanda. «Ah...,io e mia sorella ci compensiamo. Io alto lei bassa, io bello lei brutta, io sono il meglio lei è il peggio». «Davvero certe volte ci prenderemmo per i capelli», risponde Barbara dopo una risata, «altre volte tutto il contrario. Effettivamente ho più difficoltà a confrontarmi con mio fratello che con mia madre, con la quale c'è un gap generazionale, mentre con lui ci portiamo pochi anni. Forse perché siamo diversi, lui è passionale, io riflessiva, mentre lei» Barbara indica la madre «beh lei media». «Ci vuole o no pazienza a star qua dentro?» chiede Angela sorridendo mentre si avvicina ai figli. «Però è grazie a loro se sono diventata grande».

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