Oggi Sommi presenta il suo libro: «Vi spiego la Commedia di Dante»

PESCARA. «Un libro che non si rilegge, ma si legge sempre per la prima volta»: parafrasando Jorge Luis Borges, così è la Divina Commedia secondo Luca Sommi, autore di “Il cammin di nostra vita”, che...
PESCARA. «Un libro che non si rilegge, ma si legge sempre per la prima volta»: parafrasando Jorge Luis Borges, così è la Divina Commedia secondo Luca Sommi, autore di “Il cammin di nostra vita”, che nell’ambito del Fla viene presentato stasera alle 19 all’auditorium Petruzzi di via delle Caserme a Pescara. A dialogare con l’autore è Cristiano Marcucci, prete della parrocchia della Visitazione di Maria, a Pescara nord, e gli autore di diversi libri. Sommi arriva al Fla con un tributo amorevole e riverente al “sommo poeta”, che punta a sorprendere anche il lettore più esperto. Giornalista e critico, Sommi insegna Linguaggi del giornalismo all’Università di Parma e tiene un corso sul racconto d’arte e letterario alla Scuola Holden di Torino; è autore televisivo e conduce, assieme ad Andrea Scanzi, il talk-show “Accordi & disaccordi”. Nel suo libro racconta il Dante che fa emozionare per la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca e spaventa con la mostruosità di Lucifero, conduce attraverso le atmosfere cupe dell’Inferno, la salita al Purgatorio, fino allo splendore del Paradiso. L’autore accompagna il lettore in una rilettura che è anche una guida alla Divina Commedia, spiegando con chiarezza, e in sintesi, cosa accade nella più grande opera «mai scritta da un cristiano». «L’idea di un volume su Dante è nata durante il primo lockdown», spiega Sommi, «guardando fuori dalla finestra di casa vedevo la mia città, Roma, come la “città dolente” del poeta. Ho sempre studiato Dante, ma non volevo fare un’opera critica bensì qualcosa che semplificasse la lettura di un libro imprescindibile e complesso, che racconto canto per canto». Perché leggere Dante oggi? «Per la modernità di un’opera scritta settecento anni fa, ma che riesce a raccontarci quello che siamo oggi. Dante coglie tutti i vizi e le virtù dell’essere umano. Citando Benedetto Croce: i problemi degli uomini sono sempre gli stessi». Per molti la Divina Commedia è un brutto ricordo del liceo, quando si è costretti a leggerla sui banchi. «Purtroppo la scuola si frequenta in un’età in cui è difficile affrontare Dante o Alessandro Manzoni. Ma è giusto che ciò venga fatto. Il mio è un libro che va letto prima della Commedia proprio per agevolarne la lettura. È una sorta di guida dalla quale poi si passa a un testo scritto in un volgare a volte non facilmente comprensibile, ma che in questo modo viene contestualizzato. È un libro per tutti. Per chi vuole scoprire Dante e per chi lo vuole riscoprire. Anche per chi lo ha fatto molto bene a scuola o l’ha già riletto. La Divina Commedia è talmente complessa che è impossibile ricordare tutto. E poi è un libro infinito». Perché la Divina Commedia è il più grande libro scritto da un cristiano? «Perché Dante concilia due visioni del mondo, quella teocratica e quella antropocentrica: non le fa scontrare ma le fa convivere. È cristiano ma segue la scolastica, una dottrina che aveva molti dubbi. La Commedia è un testo che aiuta a riscoprire un percorso di fede: un libro nel quale Dante svela il mistero del cristianesimo».
La giornata di oggi avrà come protagonisti, tra gli altri, Roberto Napoletano (alle 16 all’Auditorium Petruzzi) e il suo libro su Mario Draghi: “Il ritorno del Cavaliere bianco”. Napoletano dialogherà con il giornalista del Centro Pietro Lambertini. Alle 21 all’Auditorium c’è Pigi Battista e il suo “La casa di Roma”. Alle 21 al Circus c’è Federico Zampaglione, anima dei Tiromancino, Sempre alle 21, al Matta, è stata aggiunta una replica per Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, dal libro del Premio Campiello 2020 Remo Rapino. Andrea Rapino