Oliva: con Giuliani scopriamo la nobiltà della transumanza

11 Agosto 2019

Approda in scena a Pescara “Stanza del pastore”: ricordi di vita, guerra, amore dello scrittore autodidatta di Castel del Monte che alle greggi leggeva Dante

«Vivendo da pastore transumante eppure coltivando la poesia Francesco Giuliani ha dimostrato un legame possibile tra due dimensioni di vita, la possibilità di soddisfare la sete di conoscenza, la necessità della cultura e la bellezza delle relazioni umane. Il nostro progetto teatrale nasce per riportare l’attenzione su un vissuto nobile che ci è appartenuto e magari ispirare le nuove generazioni». Edoardo Oliva è protagonista della “Stanza del pastore - Il transumante”, liberamente ispirato alla vita del poeta pastore abruzzese Francesco Giuliani detto Chicche ru cuaprare. Un monologo con controcanto lirico affidato a un quintetto musicale scelto composto da Giuliano Di Giuseppe (tastiere), Luca Trabucchi (chitarra), Pierluigi Ruggiero (violoncello), Zoltan Banfalvi (violino), Davide Verga (oboe). Lo spettacolo, in replica stasera alle 21 all’Aurum di Pescara e il 19 agosto al castello di Roccascalegna dopo il debutto in anteprima nazionale il 3 agosto a Castel del Monte, è prodotto da Fondazione Aria in collaborazione con Teatro Immediato ed Espressione d’Arte. Testo originale di Vincenzo Mambella, diretto ed interpretato da Edoardo Oliva, musiche originali e arrangiamenti di Giuliano Di Giuseppe, scenografia di Francesco Vitelli, il video "La dolce vita" a cura di Francesco Calandra, Maria Grazia Liguori e Valerio Spezzaferro sui principali aspetti storici, economici e culturali che hanno caratterizzato e accompagnato il rito della transumanza.
Oliva, la vita del poeta-pastore abruzzese Francesco Giuliani diventa opera teatrale-musicale, come nasce lo spettacolo?
Si tratta d’un progetto liberamente ispirato alla straordinaria vita di Francesco Giuliani, pastore, poeta e scrittore autodidatta nato a Castel del Monte nel 1890 e scomparso nel 1970. Giuliani si è nutrito delle letture della Divina Commedia e dell’Orlando Furioso, ha scritto pagine toccanti sulla sua esperienza di soldatonella Grande guerra. Nella sua stanza, in scena, prendono forma i suoi ricordi, il racconto d’amore per la donna lasciata per 8 mesi l’anno, l’empatia verso l’altro, l’amore per la cultura. Letture, recitazione e musica per offrire un punto di vista diverso della transumanza, temi universali che partono dal particolare, dal racconto di storie vere, è il nostro modo di fare teatro.
Un tema identitario per la cultura italiana e in modo particolare abruzzese, la transumanza delle greggi, che sembra vivere un momento di riscoperta. Il pastore è oggi una figura di moda?
È innegabile che una parte della cultura contemporanea stia cercando di riscoprire quelle origini nobili: la transumanza dall’altopiano aquilano al Tavoliere delle Puglie è stata un fenomeno importante per storia, economia, sviluppo sociale. Per secoli, a partire dal 1400, ha posto l'Abruzzo come regione industriale tra le più ricche d'Italia. Ma il nostro progetto non nasce per cavalcare una tendenza. Piuttosto ci interessa far riscoprire una storia dolce e difficile che storicamente ci appartiene. Un vissuto di ricchezza legata alla filiera della lana e della pastorizia, che però a un certo punto è stato rimosso, bollato come idea di arretratezza e allontanato dalla modernità alla ricerca di un nuovo status. Con i suoi scritti, i suoi diari, Giuliani dimostra che l’emancipazione non prescinde dal legame con la terra, la cultura gli serve per spaziare oltre gli stazzi, il romitaggio, la povertà. E riscattarsi.
Come si è calato nel racconto del pastore poeta di Castel del Monte?
Nella mia storia personale ho lavorato da bracciante agricolo ai tempi dell’università, un’ esperienza che mi ha insegnato il senso dell’onore, disciplina, spirito di comunità, un gusto della vita che andrebbe sommato agli altri.
Com’è stata l’accoglienza alla prima nel centro aquilano, e come prosegue l’itinerario de “Stanza del pastore”?
L’accoglienza è stata commovente a Castel del Monte come a Pescina, lo spettacolo sarà rappresentato sul territorio abruzzese, in Italia e fuori soprattutto nei cosiddetti paesi e territori della lana, dove la pastorizia transumante ha avuto e ha un ruolo economico e sociale rilevante. Sarà un modo per parlare della cultura italiana nel mondo. D’altronde la transumanza riguarda regioni dell’Appennino come pure gli alpeggi del Nord, non è per caso se ne è stata avanzata la candidatura a Patrimonio dell’umanità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA