Ornella Muti è la musa del Pittore di cadaveri

3 Marzo 2023

Per la stagione firmata Strabioli l’attrice stasera ad Atri nel dramma del premiato autore statunitense Mark Borkowski

ATRI. Ornella Muti, attrice apprezzata da generazioni di italiani, arriva stasera al teatro Comunale di Atri con lo spettacolo “Il pittore di cadaveri”, quarta proposta della stagione di prosa 2022-23 del Comune. Sipario alle 21. Fabrizio Nevola, Roberto Fazioli, Cecilia Guzzardi, Barbara Marzoli, Roberto Negri e Francesco Sechi saranno in scena con lei nel dramma in tre atti del premiato autore statunitense Mark Borkowski, drammaturgo, attore, regista di cinema. Regia di Enrico Maria Lamanna, che ha curato pure traduzione e adattamento di “Painting corpse” (il titolo originale) con Evelyn Iacobone. Le musiche originali sono firmate da Pino Donaggio.
Storia di fantasmi e di riscatto personale, che riflette anche sulla febbre del processo creativo e le ossessioni d’artista, “Il pittore di cadaveri” vede protagonista Edward Vitavich, un pittore apprezzato soprattutto dalla borghesia per la capacità di stupire. Ma la sua vita è allo sbando: dipendente da alcol e farmaci, è in crisi artistica ed esistenziale; in più viene arrestato mentre tenta di trafugare la salma del padre per farne parte integrante di un’opera d’arte. Scarcerato su cauzione, con l’esistenza a rotoli e il rischio che la stima del pubblico si trasformi in disprezzo, Edward vede giungergli inaspettata la proposta di un facoltoso committente: dovrà dipingere il ritratto della moglie, sua ammiratrice, per fissarne per sempre sulla tela la bellezza dei giorni migliori. Edward, che non è un ritrattista, inizialmente rifiuta: lui segue l’istinto e non lavora su commissione. Sarà però il suo agente a premere affinché almeno incontri il committente. Alla fine, sia pur riluttante, Edward accetta l’incarico. Ma Teresa, la donna da ritrarre, non bussa alla porta per posare, arriva immobile dentro una cassa, senza vita. Edward dovrà idratarla, vestirla e agghindarla perché recuperi l’aspetto impresso nei ricordi del marito. Affacciata alla soglia di una porta, immobile nella penombra, Teresa ossessionerà l’artista e i suoi sogni, fino a prendere la parola. La donna non si è mai fatta ritrarre o fotografare ed è restia a concedersi. I due allora stringono un patto: per ogni sua richiesta assecondata, lei gli donerà un colore. Teresa compone così la tavolozza dell’artista, restituendogli quanto a lei è stato negato: libertà, speranza, fiducia di poter generare un’altra vita. Scene di Clelio Alfinito, costumi Francesca Romana Scudiero, disegno luci Pietro Sperduti, produzione Cinemax in collaborazione con Panart Produzioni. «Uno spettacolo di grande qualità con la presenza, per la prima volta nel nostro teatro, di Ornella Muti, tra le più note attrici del panorama italiano», dice l’assessore alla Cultura Mimma Centorame. «La stagione teatrale sta andando oltre ogni ottimistica aspettativa e le prime tre rappresentazioni hanno fatto il pieno di pubblico con la presenza, in quella di “Barbablù” del 24 febbraio, del direttore artistico Pino Strabioli, che ha ricordato la figura di Maurizio Costanzo, salutato da un commovente applauso del pubblico».