Osterie d'Italia, l'Abruzzo conquista altre due chiocciole

22 Settembre 2015

Nella guida edizione 2016 in vendita dal 23 settembre riconoscimenti assegnati a Borgo Spoltino dello chef Gabriele Marrangoni e a La Vecchia Marina di Gennaro D'Ignazio

La guida "Osterie d'Italia 2016" di Slow Food Editore, da domani in vendita nelle librerie, conterrà una doppia sorpresa dalla provincia di Teramo. La nuova guida di Slow Food ha infatti conferito la sua prima chiocciola alla Country House "Borgo Spoltino" di Mosciano Sant'Angelo di Gabriele Marrangoni e al ristorante "La vecchia Marina" di Roseto degli Abruzzi di Gennaro D'Ignazio. I riconoscimenti sono stati consegnati lunedì scorso durante la rassegna gastronomica "Cheese" di Bra (Cuneo) per mano dei curatori della guida Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, del fondatore di Slow Food Italia Carlo Petrini e del fiduciario della condotta Giulianova-Val Vibrata Gabriele Ruffini. Adesso l'Abruzzo conta in tutto sette chiocciole.

L’attività con Slow Food di Gabriele Marrangoni, che dal 2003 è titolare della Country House “Borgo Spoltino”, è iniziata nel 1999 con numerosissime iniziative in qualità di operatore culturale, cuoco e promotore del territorio in Italia e all’estero. Spiccano in maniera particolare le due più recenti: nel primo mese di Expo, a maggio 2015, Marrangoni ha gestito il ristorante regionale dell’Abruzzo allestito nello spazio Eataly, dietro segnalazione dei vertici di Slow Food Abruzzo e Molise Eliodoro D’Orazio (presidente) e Raffaele Cavallo (segretario). Qui, una squadra di 10 giovani preparati sulla cucina tradizionale teramana da “mamma Graziella” ha preparato dal vivo 1100 mazzarelle, 6mila piatti di maccheroni alla chitarra (con 180 chilogrammi di pallottine realizzate a vista) in salsa classica alle 3 carni, 600 piatti di pappicci, 3mila piatti di maltagliati al tartufo scorzone, 500 chili di pecora “alla callara” e 200 chili di pizzadolce, raccontando l’Abruzzo in cinque lingue ai visitatori di Eataly in Expo e utilizzando anche Presidi Slow Food come la farina di grano solina e le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio.
Nel mese di agosto Marrangoni è inoltre stato invitato da Eataly a condurre alcune sessioni di corsi di cucina in Eataly Brasil a San Paolo, dove ha insegnato a un gruppo di 25 appassionati a realizzare dei piatti utilizzando sia prodotti tipici brasiliani sia eccellenze italiane, valorizzando in particolare l’olio extravergine di oliva e riuscendo a raccontare l’Italia attraverso le peculiarità della cucina regionale abruzzese.