Panama Papers, anticastristi e il New Pope di Sorrentino

Due film in concorso, The Laundromat diretto da Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas, e Wasp Network di Olivier Assayas con Edgar Ramirez e Penelope Cruz; e la prima...
Due film in concorso, The Laundromat diretto da Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas, e Wasp Network di Olivier Assayas con Edgar Ramirez e Penelope Cruz; e la prima mondiale di The New Pope, il film televisivo, diretto da Paolo Sorrentino, con Jude Law e John Malkovich. Sono queste le pietanze principali del menu servito ieri alla Mostra del cinema di Venezia, che oggi attribuirà il suo secondo Leone d’oro alla carriera all’attrice britannica, Julie Andrews. A consegnarlo alla Mary Poppins del film del 1964 sarà il regista italiano Luca Guadagnino.
THE LAUNDROMAT. «Sono le persone semplici, come può essere mia madre, che si fidano degli altri e credono nella giustizia e quando scoprono che non c'è si attivano e non mollano a far andare avanti le cose», dice Meryl Streep parlando del suo personaggio in The Laundromat di Steven Soderbergh. È una vedova che indaga su una frode assicurativa arrivando a Panama City a scoprire che i due soci in affari (il fantastico duo Gary Oldman e Antonio Banderas) sono a capo di una rete di evasione fiscale mondiale. Soderbergh cita il dottor Stranamore come fonte di ispirazione: The Laundromat, con un ritmo divertente da gran commedia, racconta una cosa drammatica come i Panama Papers e nonostante la trama di fantasia è puntualmente basato su «Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite» di Jake Bernstein. «C'è un sistema di collusione mondiale dietro questa vicenda», spiega la Streep, «e che nasconde quello che il club dell'1% di potenti combina. Ma non solo: tutti noi abbiamo soldi investiti e non sappiamo in quale scatola cinese vanno e quanto anche noi supportiamo questo sistema. Non è certo qualcosa che ha i colori di un unico paese, ma interessa tutti e i giornalisti sono in prima linea e ne sono anche vittime, penso a Daphne Galizia, la giornalista maltese uccisa due anni fa».
Wasp Network. Il film di Olivier Assayas (Personal Shopper, Sils Maria) che ci porta dentro alla fine della guerra fredda. Scritto dallo stesso Assayas e basato sul libro “The Last Soldiers of the Cold War” di Fernando Morais questo dramma di spionaggio racconta una poco conosciuta piccola guerra civile tra cubani. Ovvero quella scatenatasi quando gruppi anticastristi in Florida, con il sostegno della Cia, tentano con ogni mezzo di rovesciare il regime cubano facendo veri e propri atti terroristici a Cuba nelle strutture turistiche dell'isola. L'intento era chiaro, far crollare turismo, economia e regime. I cubani fedeli a Castro cercano però di porre rimedio a questa situazione creando il Wasp Network, ovvero una struttura di spie capaci di infiltrarsi e boicottare questi sabotatori. Cinque di loro, nel 1988, saranno arrestati e processati dagli americani e condannati negli Usa con l'accusa di spionaggio e omicidio. Solo nel 2014, grazie a Barack Obama furono liberati tre di loro ancora in carcere (due erano già stati rilasciati).
THE NEW POPE. Papa Pio XIII, il tormentato Lenny Belardo (Jude Law) è entrato in coma, fuori la clinica a decine di donne con la sua immagine a santino disegnata sulla felpa, stazionano pregando per lui, mentre il segretario di Stato, il Cardinal Voiello (Silvio Orlando) con le alte cariche va in Inghilterra sperando che un cardinale sui generis, un dandy ricco, aristocratico, moderato, affascinante, Sir John Brannox, (John Malkowich), accetti di diventare il nuovo papa, Giovanni Paolo III, più simile ad «amministratore delegato». «Sono stato un fan della prima serie e conosco i film di Sorrentino», ha detto la new entry John Malkovich, «E poi aveva al centro una cosa affascinante: il bisogno delle persone di qualcosa di spirituale, di credere in qualcosa, anche nei miracoli».
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