Pasolini 100: tanti appuntamenti per ricordare l’intellettuale ribelle

Da Bologna e Casarsa in Friuli, un fitto calendario di eventi in tutta Italia
TERAMO. Oggi, cent’anni fa, Pier Paolo Pasolini nasceva a Bologna. Tante le iniziative nell’anno del centenario per ricordare il poeta, romanziere, drammaturgo, saggista, critico, giornalista, regista cinematografico, intellettuale profetico e controverso che ancora esercita la sua influenza. Nella sua città il grosso delle proposte, inserite nel programma “PPP 100 anni di Pasolini a Bologna”, fitto calendario di eventi allestito dal Comune felsineo e dalla Cineteca di Bologna, che custodisce e valorizza da decenni il lavoro pasoliniano, col patrocinio dell’Alma Mater Studiorium Università di Bologna: dopo il convegno due giorni fa allo Stabat Mater dell’Archiginnasio, è in corso tra questo mese di marzo e aprile al cinema Lumière la retrospettiva completa dei film (la rassegna totale anche al cinema Sacher di Nanni Moretti a Roma); inoltre sono in distribuzione nazionale alcuni tra i titoli più rappresentativi, grazie al progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema, realizzato col Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca Nazionale, con cui la Cineteca di Bologna da un decennio porta nelle sale italiane i classici della settima arte restaurati.
Pasolini arrivò tardi al cinema, quasi quarantenne, il suo lungometraggio d’esordio Accattone uscì nel 1961 quando era un intellettuale già affermato come poeta e romanziere e già discusso. Anche il suo cinema, al di là dei contenuti, fece discutere i registi, tra i quali Fellini, per la libertà di una messinscena che non si preoccupava di regole grammaticali e sintattiche della settima arte. A quel primo film seguirono altri undici lungometraggi a soggetto (Mamma Roma, Uccellacci e uccellini, Il Vangelo secondo Matteo, Medea, Edipo re, Porcile, Teorema, Il Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una notte, Salò o le 120 giornate di Sodoma), documentari (Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo; La rabbia; Comizi d’amore; Appunti per un film sull’India; Appunti per un’Orestiade africana; Le mura di Sana’a), episodi di film collettivi (Che cosa sono le nuvole?, La Terra vista dalla luna, La ricotta, La sequenza del fiore di carta).
Oltre alla retrospettiva completa, Bologna ospita fino al 16 ottobre, la mostra Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative, a cura di Marco Antonio Bazzocchi (docente di Letteratura italiana all’Alma Mater Studiorum), Roberto Chiesi (responsabile Centro Studi Pier Paolo Pasolini), Gian Luca Farinelli (direttore Cineteca di Bologna), nel nuovo spazio espositivo del sottopasso di piazza Re Enzo. L’esposizione ricostruisce l’origine dello sguardo di Pasolini partendo dagli anni della formazione universitaria bolognese, sotto la guida di un maestro come il grande critico e storico dell’arte Roberto Longhi, e documenta il formarsi e l’evolversi del suo immaginario cinematografico, dall’opera prima Accattone fino a Salò o le 120 giornate di Sodoma, uscito postumo poche settimane dopo il suo assassinio nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. Il giovane Pasolini a Longhi fu debitore della fascinazione per l’arte e di quella “folgorazione figurativa” che si riverberà in tanto suo cinema; il professore fu anche dedicatario del secondo lungometraggio Mamma Roma. La mostra è una panoramica sull’intera opera di Pasolini: dall’analisi delle inquadrature che hanno reso celebri le pellicole fioriscono rimandi, soprattutto all’arte, Giotto, Piero della Francesca, Mantegna, i manieristi Pontormo e Rosso Fiorentino, riferimenti a loro volta a confronto coi testi scritti al riguardo. Materiali e collegamenti eterogenei sono organizzati dai curatori in un percorso cronologico: dipinti, prime edizioni, fotografie d’artista, materiale audiovisivo tratto da film e interviste fanno emergere la ricca articolazione dell’immaginario e del fare di Pasolini, il suo sguardo vorace, ricostruito e offerto al pubblico.
Tra le altre iniziative si segnala l’inaugurazione oggi a Casarsa, paese dell’adorata madre Susanna Colussi, del nuovo allestimento della casa natale materna, dove Pasolini trascorreva le vacanze estive e dove visse tra il 1942 e il 1950. Sempre nel centro friulano è aperta la mostra Pasolini. I disegni nella laguna di Grado.
Fino al 13 marzo a Genova il Palazzo Ducale ospita Pier Paolo Pasolini – Non mi faccio commuovere dalle fotografie. Altre mostre seguiranno a Roma, tra Galleria d’arte moderna e Palazzo delle Esposizioni.