Pasquale racconta Anna nel romanzo La nonna di Dio

9 Febbraio 2024

PESCARA. I miti si nutrono di narrazioni ed eventi perché nei fatti riescono ad essere più chiari e incisivi, così è per la mitologia cristiana. Franco Pasquale con il romanzo storico “La nonna di...

PESCARA. I miti si nutrono di narrazioni ed eventi perché nei fatti riescono ad essere più chiari e incisivi, così è per la mitologia cristiana. Franco Pasquale con il romanzo storico “La nonna di Dio” (Il Viandante) cerca di ripercorrere la vicenda della famiglia di Maria madre di Dio, e in forma più precisa di colei che secondo i libri sacri fu la madre di Maria, sant’Anna, in pratica la nonna di Dio. Franco Pasquale teatino di nascita, ma residente a Pescara, si è affacciato tardi sul mondo della letteratura, nel 2012 con la raccolta poetica “Tu eri come il fiume inevitabile” che ha vinto numerosi premi affermandosi all’attenzione della critica nazionale.
Dopo “Affinità selettive”, sempre raccolta di versi, ha cominciato a sviluppare la tematica biblica e religiosa in diversi saggi imperniati sul sacro, tra i quali va ricordato “Quei primi passi sulle acque del lago” del 2013 ed ora “La nonna di Dio”. L’intenzione è quella di offrire un racconto avvincente, un romanzo storico dunque, che ispiri anche una riflessione profonda sul significato del sacro e della religione nella contemporaneità. Le vicende sono raccontate in prima persona da Anna, la madre di Maria, nata a Tripponi, che rammenta gli insegnamenti paterni, l’avversione per il teatro considerato luogo dell’apparenza, la difesa del velo come esaltazione e protezione della pudicizia, e in generale l’educazione ferrea impartita alle donne, doverose di ubbidienza verso i mariti. Poi nel racconto di Anna si rammenta l’incontro con il marito, la difficoltà di avere figli, l’allontanamento di lui e poi, nel cupo della disperazione, il suo ritorno e la gioia di partorire finalmente una figlia, Maria appunto. Nascita che era già stata profetizzata ad Anna quando le fu annunciato che avrebbe partorito dopo molto tempo un frutto purissimo. Da qui in poi c’è il collegamento evidente con i vangeli.