Pastore bianco e neosurrealismo una personale ricorda Chiarini

TERAMO. Apre oggi nella pinacoteca civica di Teramo la mostra "Alberto Chiarini. Opere 1958-1988", dedicata all'artista teramano scomparso prematuramente nel 1988. L'antologica, organizzata dall'assoc...
TERAMO. Apre oggi nella pinacoteca civica di Teramo la mostra "Alberto Chiarini. Opere 1958-1988", dedicata all'artista teramano scomparso prematuramente nel 1988. L'antologica, organizzata dall'associazione culturale "Il Prato Bianco" col sostegno di Comune, Regione, Fondazione Tercas, viene inaugurata alle ore 18.30. Curatori Umberto Palestini, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Urbino e del laboratorio L'Arca di Teramo, e il figlio di Alberto, il regista Marco Chiarini. La mostra, visitabile nel museo di viale Bovio fino al 25 gennaio, propone un centinaio di opere, tra dipinti e grafiche, ragionata selezione dei lavori realizzati da Chiarini nell'arco di un trentennio, dal 1958 al 1988.
Alberto Chiarini, classe 1939, dopo il diploma all'Istituto d'arte di Macerata aveva studiato all'Accademia di Belle Arti di Roma formandosi con nomi come Franco Gentilini e Mino Maccari. Negli anni giovanili si dedicò a pittura, scultura, grafica, e alla tecnica dell'affresco. Negli anni Sessanta entrò a far parte del collettivo "Il Pastore Bianco", gruppo raccolto intorno al pittore Guido Montauti, il cui manifesto fu firmato a Teramo il 3 maggio 1963 anche da Diego Esposito, Piero Marcattilii, e dal pastore Bruno Bartolomei. Negli anni della maturità il percorso artistico di Alberto Chiarini prese una direzione neosurrealista. L'artista teramano tenne mostre e ottenne riconoscimenti in molte città italiane. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Una sua grande scultura in marmo è situata nel giardino dei palazzi finanziari di Teramo. Inoltre, a riprova dei suoi molteplici interessi, nel 1974 fu tra i fondatori di Tele Teramo, la seconda televisione via cavo nata in Italia dopo Tele Biella. Morì il 16 agosto 1988 poco prima di una personale a Scanno.
Anna Fusaro
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