Per i Cantieri dell’Immaginario Elio fa Jannacci tra musica e parole

12 Luglio 2021

Il frontman degli Elii porta in scena all’Aquila il caleidoscopico show “Ci vuole orecchio” Un omaggio all’eclettico musicista milanese e alla sua toccante e rivoluzionaria ironia

Dopo l’anteprima estiva a Pesaro e il debutto di due sere fa a Frascati, arriva stasera alle 21.30 all’Aquila, per i Cantieri dell’Immaginario, “Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci”, estroso spettacolo tra circo, teatro e canzone in cui il frontman degli Elii canta le canzoni del più eccentrico dei cantautori meneghini. Sul palco, circondato dalla vivacissima scenografia pensata dal regista Giorgio Gallione, insieme ad Elio ci saranno cinque musicisti, cinque stravaganti compagni di viaggio: Seby Burgio al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli, basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sax, GiulioTullio al trombone. Insieme daranno vita a una insolita e bizzarra carovana sonora, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, base per lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica.
Elio, filosofo assurdista e performer stravagante, sarà alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di Jannacci: da Beppe Viola a Cesare Zavattini, da Franco Loi a Michele Serra, da Umberto Eco a Fo o a Gadda.
Jannacci, il “poetastro” come amava definirsi, era in grado come pochi altri di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia, riuscendo a spiazzare e stupire, ogni volta, con il suo sguardo poetico e bizzarro.
Popolare e anticonformista al tempo stesso, Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi, ai confini del surreale. Clown tristi, personaggi dolenti, barboni, tossici, prostitute: “roba minima”, diceva Jannacci. Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio. Uno spettacolo giocoso e profondo perché «chi non ride non è una persona seria».
«“Ci vuole orecchio” non è un omaggio», ha raccontato Elio in una recente intervista, «ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente. È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore, risate e drammi. Come è la vita: imperfetta.».
All’interpretazione della musica di Enzo Jannacci, Elio non è arrivato per caso. Nel 2019 aveva portato in scena “Il Grigio” di un altro originale interprete, Giorgio Gaber, sempre con la regia di Giorgio Gallione. Il passo a quel punto è stato breve, «e lo vivo un po’ come un premio», ha detto Elio.
Nello spettacolo, ha spiegato ancora il cantante, i brani di Jannacci «sono ancora molto attuali. Solo un fuoriclasse come lui poteva pensare, scrivere, raccontare storie valide sempre».
Lo show sarà in scena sulla Scalinata di San Berardino alle 21.30, presentato dal Teatro Stabile d’Abruzzo.
Botteghino online sul sito www.cantieriimmaginario.it oppure al botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo.
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