Pescara Jazz schiera Chiara Civello e l’Ariano Afrodance Quintet

PESCARA. Pescara Jazz torna nell’Arena del Porto Turistico questa sera, a partire dalle 21.15, con un doppio concerto: apre Chiara Civello a seguire l’Amedeo Ariano Afrodance Quintet.“Canzoni”, sesto...
PESCARA. Pescara Jazz torna nell’Arena del Porto Turistico questa sera, a partire dalle 21.15, con un doppio concerto: apre Chiara Civello a seguire l’Amedeo Ariano Afrodance Quintet.
“Canzoni”, sesto album di Civello, pubblicato il 6 maggio 2014 dalla Sony Music, il primo in cui la cantautrice jazz è nelle vesti di sola interprete, compie dieci anni quest’anno. Il disco, prodotto da Nicola Conte, registrato in analogico tra Bari, New York e Rio de Janeiro, si è rivelato fortunatissimo, ha venduto migliaia di copie e avuto numerosissime ristampe. In occasione del decennale dalla sua uscita, la cantante romana ha deciso di lavorare a una ripubblicazione (probabilmente a fine 2024 o inizio 2025) e dedicare questa estate a concerti in cui ripropone i bellissimi brani di cui questo lavoro è composto, una carellata di temi che vanno dagli anni '60 del secolo scorso ai nostri giorni e che hanno segnato la vita artistica di Chiara Civello, mescolando il jazz al norther soul, il latin jazz al blues eyed soul. “Canzoni” è un accorato omaggio alla musica italiana: “Io che non vivo senza te”, “Io che amo solo te”, “I mulini dei ricordi” ed “E penso a te” sono solo alcuni dei brani che si potranno ascoltare live, insieme a qualche “sorpresa” pensata appositamente per questo tour. Chiara Civello, voce, piano e chitarra, sarà accompagnata dal suo quartetto, Domenico Sanna, pianoforte, Ameen Salem, contrabbasso e Stefano Costanzo, batteria.
L’Afrodance Quintet schiera, con Amedeo Ariano alla batteria, Sandro Deidda al sax tenore e soprano, Dario Deidda al basso elettrico, Alfonso Deidda al piano, sax alto e flauto, Pierpaolo Bisogno al vibrafono percussioni. “Afrodance” è il terzo lavoro discografico come band leader del jazzista Amedeo Ariano, eclettico batterista e percussionista di fama internazionale, amato dal pubblico e stimato dalla critica e dai più grandi musicisti. Come è nato lo ha spiegato lui stesso così: «Non ho fatto altro che riunire intorno a me, come faceva Art Blakey dei Jazz Messenger, cari amici e grandissimi musicisti che frequento da quando avevo 20 anni e che stimo profondamente, mettendoli a proprio agio con la loro musicalità e la gioia di suonare insieme».