Pietà e Natività, nuovi mosaici da venerdì a Tornareccio

27 Agosto 2019

TORNARECCIO. Una “Pietà” di Piero Vignozzi e una “Natività” di Maurizio Romani sono i due nuovi mosaici che, da venerdì prossimo, arricchiranno il Museo a cielo aperto di Tornareccio, portando a 93...

TORNARECCIO. Una “Pietà” di Piero Vignozzi e una “Natività” di Maurizio Romani sono i due nuovi mosaici che, da venerdì prossimo, arricchiranno il Museo a cielo aperto di Tornareccio, portando a 93 le opere esposte in tutto il paese. Molto particolare ed elegante la collocazione delle nuove opere: la facciata del Santuario diocesano della Madonna del Carmine, cuore della religiosità popolare tornarecciana, dove la Vergine sarebbe apparsa a due pastori proprio il 30 agosto di un imprecisato anno del XVI secolo. L’inaugurazione dei mosaici è in programma venerdì alle 17, proprio nel giorno della festa più solenne del santuario.
I due nuovi mosaici sono stati donati da Alfredo Paglione, gallerista e mecenate, ideatore del progetto che, a partire dal 2006, ha reso Tornareccio, suo paese natio, un unicum in Italia, in virtù di opere che raffigurano bozzetti originali di grandi artisti di fama internazionale come Fioroni, Galliani, Severini, Sassu, Ortega, Calabria, Mattioli, Guccione, Modica, Sughi, Savinio, trasformati in mosaico nell’atelier di Marco Santi del Gruppo Mosaicisti a Ravenna.
Particolarmente pregiati i bozzetti da cui sono tratti i nuovi mosaici, ispirati a due capolavori del Rinascimento come la “Pietà” di Sebastiano del Piombo, quello di Vignozzi, e la “Natività” di Lorenzo Lotto, quello di Romani.
«Sono nato proprio nel quartiere del santuario della Madonna del Carmine», commenta Alfredo Paglione, «e al suo restauro contribuì anche mio padre Ottavio. Sono dunque molto legato a questo luogo, in termini affettivi e devozionali. Le due nuove opere sono particolarmente prestigiose in virtù di due grandi artisti contemporanei come Vignozzi e Romani che si sono lasciati ispirare da due maestri rinascimentali».
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