Poesia in cammino, vince Nicola Costanzo

A Pescara la consegna dei premi del concorso, la spunta una composizione dedicata a Federico Caffè
PESCARA. Giunto alla 14esima edizione, il concorso regionale di poesia inedita “Poesia in cammino” ha presentato ieri i tre concorrenti vincitori, durante la cerimonia di premiazione nella sede della Fondazione Pescarabruzzo. Il concorso è organizzato dalla Fondazione Accademia d’Abruzzo, in collaborazione con il quotidiano il Centro, la Fondazione Pescarabruzzo, la Fondazione Centro di ricerca “Federico Caffè - Corradino D’Ascanio” e la Biblioteca provinciale di Pescara. La finalità di “Poesia in cammino” è quella di contribuire alla promozione del pensiero e della scrittura creativa quale opportunità per esprimersi e sviluppare il piacere di scrivere, come spiega Edgardo Bucciarelli, presidente della Fondazione Accademia d'Abruzzo. Un concorso dotato di un montepremi di 1500 euro, che prevede anche la possibilità di pubblicazione di un’antologia con le poesie finaliste e contempla inoltre un premio speciale della critica intitolato alla memoria di Franco Castellini. Quest’anno il concorso è stato dedicato alla memoria di Federico Caffè, nel centenario della nascita, ovvero ad un nuovo umanesimo economico perseguito dal celebre economista di origini pescaresi. Con queste premesse tra i componimenti pervenuti è risultata vincitrice la poesia di Nicola Costanzo “A Federico Caffè”, seguita da Antonella Prodon con “Dissolto” e, al terzo posto, Antonio Di Michele con “L’Approdo”. A loro è andato un premio in denaro rispettivamente di 750, 500 e 250 euro. Gli altri finalisti sono Laura Federicis con “Donna 2000", premio della critica ex aequo insieme a Fausto De Sanctis con “Bimbi”, e Guglielmo Frezzotti con “L’amore”. I vincitori sono stati premiati dopo l intervento del critico letterario Vito Moretti che ha presentato anche l’ultimo libro della poetessa Nicoletta Di Gregorio, “Vertigine d'acqua”.
Ecco il testo della poesia vincitrice, “A Federico Caffè”: “Sei nell’aula /edotta di pensieri e schemi sempre animati /da prospettive umane. /Sei sparito un giorno! / Ora, nomade del cielo, / espandi la parola fervida / nella nuvola bianca, evanescente. / Sei nella camera oscura / del nostro cuore / e riserbi incontri, trasfigurati / nella lontananza che li purifica. / Il ricordo del poetico magistero / incide la carne e cancella / il niente del vano esistere.
Giorgio D’Orazio
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