Pop Harps, il quartetto di arpiste abruzzesi che suona i Beatles

Convergono note e pittura nel disco registrato a Pescara Le musiciste si sono formate al conservatorio Luisa D’Annunzio
PESCARA. “Pop Harps Live”, più di un disco un concept tra musica e arte concettuale. Di raffinata marca abruzzese. Quattro giovani arpiste del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, le Pop Harps, trasportate nei territori trasgressivi della Pop music anni Ottanta.
La pittura vibrante di Stefano Di Loreto, ispirato dalla (sua) musica dentro. L’intuizione di Belfino De Leonardis, anima storica della Spray Records di Pescara, pronto a cogliere e far convergere la contaminazione tra musica e pittura, restituendola in un unico raffinato prodotto artistico.
Dieci tracce, dai Beatles a Yann Tiersen ai Velvet Underground rivisitati in chiave pop, «un omaggio affettuoso» alla pop art di Andy Warhol. Registrato negli studi Spray in presa diretta, senza sovraincisioni, mastering effettuato da At studio di Sulmona, l’emergente, appassionante nuova produzione abruzzese si affaccia sul mercato nazionale con una copertina che non passa inosservata. Serigrafata nei colori “sferzati” da Di Loreto sotto un ideale arco (musicale) di luce, “Pop Harps Live” arriva con la bella stagione annunciando un emozionante nuovo corso per l’arte che non conosce confini. Il 19 maggio la presentazione del progetto al museo d’arte moderna “Vittoria Colonna” di Pescara.
Suoni celestiali, suggestioni visuali, voglia di stupire, nuova consapevolezza. Un incontro felice e per molti versi irripetibile di energie, destinato a rompere stereotipi, esplorare strade inconsuete, profondamente contemporanee. «Un’operazione di arte pura», dice sicuro il produttore discografico De Leonardis, a lui l’onore e l’onere della scommessa. Un progetto artistico multidisciplinare, trasversale, d’avanguardia. Partita vinta per il giovane quartetto al femminile composto da Elena Cacciagrano, Letizia Caramanico, Sonia Crisante, Benedetta Tranquilli. L’ensemble nasce tra le aule dello storico conservatorio “Luisa D’Annunzio” ed è presto intercettato dal navigato De Leonardis.
Il debutto nazionale è dell’estate scorsa sul palco di Spoltore Ensemble, sotto la fattiva direzione artistica della sua Spray. «Sono giovani e meritevoli, hanno scomposto e rielaborato brani famosi rendendoli nuovamente originali, utilizzando l’arpa in chiave inusuale, anche di rottura. Un upgrade artistico che incuriosirà i fan più osservanti dei vari generi eseguiti, uno stimolo per nuove riflessioni che investono anche l’arte visiva», racconta il manager pescarese, figura leader dell’indie-rock nostrano degli anni Ottanta, oggi talent scout per passione.
Elettrizzato, a sua volta, dalle nuove prospettive è Stefano Di Loreto, aquilano di Acciano trapiantato a Francavilla al Mare. Dove un paio di anni orsono ha entusiasmato stuoli di visitatori alla personale dedicatagli al Museo Michetti presentando col suo stile dissacrante, emblematico dei tempi alla deriva, un nuovo ciclo di produzione.
Che lui definisce «Decostruzione concettuale», un movimento artistico da lui stesso fondato, che gli è valso l’ingresso nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini e l’invito alla Biennale di Venezia lo scorso anno. A breve Di Loreto sarà coinvolto, unico artista abruzzese, dalla Fondazione internazionale Modigliani per far conoscere l’arte italiana in quattro capitali mondiali. «La musica è la mia seconda passione», rivela, «il quadro sonoro dedicato alle Pop Harps racconta l’idea che mi ha ispirato ascoltandole suonare». Il video documentario è pubblicato sul canale YouTube di Spray Records, il disco “Pop Harps Live” sarà disponibile dalla presentazione del progetto. Piedi ben piantati a terra e testa tra le nuvole: la condizione che accomuna il virtuoso team, ad orientarli il sentimento di chi parte per un nuovo viaggio contando sull’emozione. Di un pubblico sensibile, raffinato, accogliente.
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