Premio Strega, voto nella notte In vantaggio Scurati con “M”

ROMA. Al suo terzo Premio Strega, dopo essere arrivato due volte secondo, nel 2009 per un solo voto e nel 2014 per cinque voti, Antonio Scurati al momento in cui scriviamo è in vantaggio sulla...
ROMA. Al suo terzo Premio Strega, dopo essere arrivato due volte secondo, nel 2009 per un solo voto e nel 2014 per cinque voti, Antonio Scurati al momento in cui scriviamo è in vantaggio sulla cinquina dei concorrenti al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, nella finale del più prestigioso premio letterario italiano trasmessa in diretta, ieri sera, da Rai3 con la conduzione dell’attore e regista Pino Strabioli, direttore artistico della stagione teatrale del Comunale di Atri. Alla vigilia della votazione, il 4 luglio, del più ambito premio letterario italiano, tutti i venti sembravano favorevoli alla vittoria del suo monumentale “M. il figlio del secolo” (Bompiani), primo di una trilogia in cui ricostruisce la vita di Mussolini, che domina la cinquina e ha scombinato completamente le carte di un'edizione in cui a lungo è stato superfavorito Marco Missiroli con il suo “Fedeltà” (Einaudi).
Erano donne le altre tre finaliste del Premio Strega: Benedetta Cibrariocon il romanzo “Il rumore del mondo” (Mondadori) - in cui racconta il Risorgimento da un punto di vista molto particolare, attraverso la storia di formazione di una ragazza inglese che arriva in Piemonte; Nadia Terranova con il suo “Addio fantasmi” (Einaudi); e Claudia Durastanti con “La straniera” (La Nave di Teseo).
«La prima idea di “M», ha detto Scurati, «mi è venuta cinque anni fa. È un libro che ha già generato e restituito moltissimo e questo mi da serenità. Gli scrittori veri, sia che falliscano sia che riescano, quando scrivono lo fanno per la gloria. Come disse una volta Edoardo Albinati non ci sono molte occasioni di guadagnarsi la gloria, forse nessuna. Ma c'è l'illusione che il Premio Strega consegni alla posterità» .
Sono oltre 800 le pagine di “M” - di cui Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie - in cui Scurati entra «nella focale corta di Mussolini nell'istante in cui diveniva ciò che sarebbe stato».
«L'espediente che ho adottato per trovare il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente», ha aggiunto lo scrittore napoletano. «Nulla è stato liberamente inventato. È un romanzo di invenzione non arbitraria dove ho deciso l'angolo visuale, il dettaglio. È un margine ristretto ma decisivo».
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