Preziosi è Masantonio un burbero che indaga su chi è scomparso

La serie in onda in Francia, per i critici “il nuovo Dr House” E in autunno esce il suo docu-film “La legge del terremoto”
ROMA. Alessandro Preziosi, non è mai scomparso nella realtà, tantomeno ha mai voluto farlo, non è un uomo che sfugge le responsabiltà della vita o abbandona gli affetti più cari, ma non nega, anzi confessa, una tentazione che ha attraversato spesso i suoi pensieri: «Saltare la stazione del Monopoli, non far parte più del gioco, svincolarsi dalle dinamiche del quotidiano, un'idea che in tanti almeno una volta hanno avuto».
Preziosi che da sempre si divide tra cinema, televisione e teatro (è reduce dal successo al Campania Festival «Il Consulto», testo scritto per «Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli»), lo ritroveremo da questa sera su Canale 5 con Claudia Pandolfi in una fiction che lui stesso definisce “innovattiva”, nei panni di un detective sui generis dal passato misterioso: Masantonio - Sezione scomparsi, una produzione Cattleya, cinque prime serate per un totale di dieci episodi.
La serie, per la regia di Fabio Mollo ed Enrico Rosetti e la sceneggiatura di Gianluca Leoncini e Valerio Cilio, è stata girata prima del lockdown ed è già andata in onda in Francia, con successo sia di pubblico che di critica, che ha paragonato il protagonista addirittura al geniale ma scorbutico Dottor House. «In effetti», ammette l'attore, « mi riconosco nel carattere un pò burbero, anche se sono un investigatore che torna a Genova dopo essere scomparso per quasi 20 anni».
Elio, questo il nome di battesimo, rimette piede nella sua città natale su richiesta del Prefetto Attilio De Prà (Bebo Storti), che gli propone la guida di una squadra speciale che ha lo scopo di ritrovare alcune delle 20.000 persone («ci siamo basati su dati reali»), che ogni anno spariscono in Italia. «Quando ho finito di girare ero molto dispiaciuto, ho amato molto questo ruolo», dice Preziosi.
Ma chi è questo Masantonio enigmatico ma con un gran fiuto, uscito quasi da un altro pianeta? «Un lupo solitario, misantropo, taciturno e cinico», risponde l'attore napoletano, «pieno di rimorsi e fantasmi del passato. Ha un metodo e un'esperienza che lo rendono unico. Un bisogno di fuga da tenere a bada e che non lo abbandona mai. Masantonio si immedesima con gli scomparsi ed è convinto di vederli, una suggestione talmente forte che ci parla e gli danno indicazioni a volte giuste, altre no. Quella tra Masantonio e gli scomparsi non è una ricerca: è un duello. Anche molto scorretto». «Masantonio», prosegue Preziosi, «parte da un'idea ribaltata: chi sparisce non è la vittima, ma il colpevole. Le vittime sono coloro che rimangono, disperati e senza una spiegazione, proprio come suo padre che ha immolato la vita alla vana ricerca di suo figlio. Se sono andati via volontariamente, Masantonio indaga il motivo per cui lo hanno fatto. Se la scomparsa non è volontaria, il metodo funziona lo stesso, ma al contrario».
Tante le sfaccettature caratteriali date da Preziosi a Masantonio: «Uno che, in un mondo che eleva la menzogna a filosofia di vita, non riesce a non essere brutalmente quanto comicamente sincero».
In tutto questo c’è Genova, con i suoi vicoli, il suo porto, il suo mix etnico. «È da qui che fuggono», spiega l’attore, «qui che si nascondono adolescenti inquieti e problematici, giovani innamorati osteggiati dalle famiglie, adulti travolti dai debiti che si vergognano a tornare a casa, persone normali che hanno fatto improvvisamente tilt. Anziani malati di Alzheimer, scomparsi cercati dalla polizia, quelli diventati casi mediatici, quelli che invece non li cerca nessuno. Chi da un giorno, chi da 10 anni. Ogni scomparso corrisponde a una foto. Poi c’è la scoperta drammatica, la morte sconosciuta, il mancato ritorno. Un ufficio, il suo, quasi irreale. Un personaggio che forse, non esiste neanche. Un supereroe al contrario».
Nel cast oltre a Claudia Pandolfi nel ruolo di Valeria, la vicina di casa, amica fin dall'infanzia di Masantonio, ci sono anche Davide Iacopini, Francesca Ilaria Faiella e Veruska Rossi.
Ma per l’estate anche tanto teatro per Preziosi, che farà rivivere la tragedia sul palco del teatro Romano, il 27 luglio, con Otello dalla parte di Cassio. «Diciamo che sto recuperando le date perse per la pandemia. E sto preparando un reading su Cesare Pavese, su La Luna e i Falò, ecco per me Pavese e come Sant'Agostino per scorrerlo non ho più bisogno di leggerlo è sempre qualcosa di miracoloso. Mi piacerebbe in futuro farne un biopic».
Poi uscirà al cinema il suo documentario, presentato al festival di Roma, sui terremoti in Italia. «Doveva uscire quando hanno chiuso tutto», spiega. «Andrà in sala a novembre. Dal terremoto del Belice 1968 fino a quello di Amatrice nel 2018. Si intitola La legge del terremoto. E ne parlo con attori, studiosi, intellettuali»