“Prospettiva Paesaggio”, il Fai mette a confronto gli esperti

19 Maggio 2023

Il maltempo e i cambiamenti climatici flagellano l’Italia: tavola rotonda a Casoli Docenti, architetti, urbanisti e amministratori locali parlano di emergenze e rimedi

LANCIANO. Bellezza da tutelare ma anche ambiente da rispettare, ricchezza e fragilità che le azioni umane devono tener in conto con attenzione massima.
Alla luce dei disastri idrogeologici innescati dall’ondata di maltempo in atto in Italia, l’incontro “Prospettiva Paesaggio” organizzato per domani (ore 17.30) al cinema comunale di Casoli dalla delegazione Fai di Lanciano suona come un grido d’allarme su effetti e conseguenze delle azioni umane sul territorio. Una tavola rotonda che chiama a riflettere insieme amministratori locali, enti territoriali e cittadini, con interventi di esperti come Paolo D’Angelo ordinario dipartimento di filosofia, comunicazione, spettacolo all’Università Roma Tre, l’architetto Lucio Zazzara presidente Parco nazionale Maiella, Mosè Ricci ordinario di urbanistica all’Università di Roma, Giuseppe Scaglione professore di progettazione urbana all’università di Trento, Nicola Armatori presidente Enesco srl, Mario Pellegrini delegato ambiente Fai Lanciano, Giuliano Di Menna delegato regionale Fai ambiente e paesaggio. «Nostro obiettivo», affermano Ersilia Caporale e Franco D’Amico, responsabili della delegazione Fai Lanciano, «è di sensibilizzare gli attori del territorio, sindaci, architetti, progettisti a essere più attenti su alcune aree per le conseguenze che le loro decisioni possono avere nel tempo, la conoscenza del paesaggio è necessaria così come un rapporto più consapevole tra comunità e territorio».
«Le conseguenze di interventi scellerati sono sotto gli occhi di tutti, il problema è nazionale», sottolinea D’Amico. «Mentre in Piemonte si è applicato un disciplinare in materia di piano regolatore e ristrutturazioni, in Abruzzo questo tipo di regolamentazione non viene applicata, ogni Comune fa quello che vuole. In realtà, in certe zone non si può costruire se si va a degradare una veduta». «In Abruzzo», aggiunge il designer, «parliamo di turismo ma si assiste a scempi, cementificazione selvaggia della costa, degrado del panorama, arredi improvvisati del tessuto urbano». «In Abruzzo», avverte D’Amico, «avremo un problema serio con il polo industriale in Val di Sangro che versa in difficoltà, e con la pressione incalzante sulla Costa dei Trabocchi. Bene lo sviluppo del turismo e la valorizzazione, ma mancano servizi e una gestione attenta del flusso di visitatori».