Quagliariello, il nuovo modello di società “calda”

15 Aprile 2022

Nel nuovo saggio del senatore e storico, ora in libreria, analisi e prospettive sul futuro dell’Italia

La crisi dopo la pandemia, i danni del calo demografico, la necessità di un nuovo modello di sviluppo, le criticità del Pnrr: sono alcune delle tematiche trattate nel nuovo libro del Senatore Gaetano Quagliariello, professore ordinario di Storia contemporanea e presidente della Fondazione Magna Carta, da ieri nelle librerie.
Un’analisi della realtà italiana che, a partire già dalla parola nel sottotitolo evidenziato in caratteri maiuscoli, pone la futura crescita del Paese come imperativo imprescindibile.
Dopo lo sconvolgimento della pandemia e le tante certezze crollate, avverte l’autore, vi è anche la fiducia riposta nell’idea di società “vincente”. Il modello dei grandi agglomerati urbani, dei processi produttivi standardizzati, del freddo efficientismo e delle relazioni “fredde” si è dimostrato infine perdente; sono emerse, al contrario, le potenzialità della società “calda”, fondata sull’umanizzazione dei rapporti economici e sociali e perfino della tecnologia. Una concezione di società depurata da antiche tare come l’assistenzialismo e il mito infelice della decrescita, che potrebbe trainare lo sviluppo dell’intero Paese.
Il libro si articola in quattro capitoli: il primo descrive il passaggio dalla “questione meridionale” alla “questione delle aree fragili”, tracciando assonanze e discontinuità e affrescando i cambiamenti intervenuti per ragioni sia storiche sia più contingenti a seguito della pandemia. Il secondo, muovendo dal piano europeo Next Generation, si sofferma sulla reale necessità, antropologica e socio-economica, di una nuova “generazione”.
Il terzo capitolo si sofferma sullo sviluppo possibile: dalla critica del vizio dell’assistenzialismo si approda a un nuovo modello di sviluppo che per decenni è stato considerato la Cenerentola del sistema-Paese e che invece, riformato in chiave moderna, può essere riscoperto suscitando una crescita, sia dal basso che dall’alto, ambiziosa negli obiettivi ma a misura d’uomo. La quarta e ultima parte, invece, si sofferma su alcuni dei grandi capitoli del Pnrr e sulle sue criticità: dalla transizione ecologica alla sanità, passando per le infrastrutture materiali e immateriali.