Quando l’Europa si divertiva a ridere anche della guerra

2 Gennaio 2016

All’Aquila una mostra delle carte geografiche satiriche realizzate tra la fine dell’800 e il primo conflitto mondiale

L’AQUILA. La Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila, in occasione della ricorrenza dei 100 anni dall’ingresso dell’Italia nella prima Guerra mondiale (1914-1918), ha inteso sostenere un evento espositivo di antiche carte geografiche satiriche d’Europa, realizzate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Per questo, il 9 gennaio (alle ore 17), a Palazzo Fibbioni all’Aquila, sarà inaugurata la mostra dal titolo “La Grande Guerra nella cartografia satirica d’Europa” ha lo scopo di ricostruire, in chiave ironica, gli scenari storici, politici, sociali e letterari dell’Europa negli anni del conflitto. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio. Si tratta di una raccolta preziosa di tavole geografiche del collezionista Gianni Brandozzi dell’associazione culturale Giovane Europa di Ascoli Piceno, che consente di approfondire, attraverso le immagini, la storia comune dei popoli europei e le tensioni politiche esistenti tra i vari Paesi del vecchio continente, che hanno condotto alla deflagrazione del conflitto.

La mostra raccoglie carte geografiche satiriche d’Europa, nel periodo tra la fine dell’Ottocento e la Grande guerra. Una raccolta preziosa di carte geografiche che in chiave umoristica raccontano le tensioni tra i vari Paesi europei all’alba del conflitto. Un’occasione per approfondire un periodo storico importante attraverso dei documenti che cristallizzano gli stereotipi nazionali attraverso dei simboli ancora oggi attuali e raccontano gli sviluppi sociali dell’epoca non solo nella politica, ma nei nuovi stili artistici e di comunicazione. La raccolta cartografica propone nomi di importanti cartografi e giornalisti dell’epoca, dall’inglese Fred Rose all’italiano Galantara, artisti che riescono a racchiudere in dei simboli il complesso contesto sociale all’alba della Grande guerra. L’offerta è arricchita dall’applicazione “Satiricapp” che accompagnerà il visitatore lungo il percorso espositivo con un audio guida e schede di approfondimento delle opere.

Nel Seicento nascono in Olanda le carte figurate, ossia le mappe iconografiche in cui la carta è integrata da immagini decorative di popoli e luoghi riferiti ai propri territori. Lo scopo era quello di dare la possibilità allo spettatore di visualizzare l’essenza fondamentale di ogni Paese. «Il XVII secolo», spiegano le note di presentazione della mostra aquiana, «è inoltre caratterizzato in Europa da un movimento di rinascita della civiltà classica, della Grecia e Roma antica. Appaiono così in forma visiva elementi iconografici classici sui frontespizi dei Grandi Atlanti come nel Theatrum Orbis Terrarum dell’Ortelius. Proprio in questa veste prende forma nella cartografica l’antropomorfizzazione, come nella mappa dell'Europa a forma di regina, originariamente progettata da Johannes Putsch (Bucius) nel 1537 e poi pubblicata da Sebastian Munster nella sua Cosmographia. Tra i primi esempi di questo genere è l’opera di Opicino de Canestris dei primi anni del XIV secolo».

Nel corso dei secoli sono diversi gli esempi di questa rappresentazione allegorica nella cartografia ma è solo nel XIX secolo che nasce un nuovo genere satirico europeo – la vignetta politica – che riflette l’epocale cambiamento politico e culturale che ha avuto luogo in Europa tra il 1845 e il 1945.

«Le nuove disponibilità economiche, l'umorismo e la facile diffusione del nuovo modello di mappa», spiegano ancora le note introduttive alla mostra, «rendono sempre più popolare e accessibile questo stile rappresentativo. L'era della pace in Europa tra 1871 e il 1914 cristallizza la forma e il design di questo nuovo genere e trova espressioni innovative nella ormai famosa opera di artisti come Fred Rose. Nella caricatura dei vari Stati europei queste immagini simboliche riflettono gli stereotipi nazionali, come il soldato prussiano e il Grande Orso russo. Allo stesso modo appaiono i simboli nazionali mitici e storici: l’eroina rivoluzionaria francese, Marianne e il britannico solido e affidabile, John Bull».

(s.c.)

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