«Quella legge è anti-transgender» Springsteen cancella il concerto

10 Aprile 2016

NEW YORK. «Alcune cose sono più importanti di un concerto rock. Come la lotta ai pregiudizi e all'intolleranza». Sono le parole con cui Bruce Springsteen ha annunciato sul suo sito web di aver...

NEW YORK. «Alcune cose sono più importanti di un concerto rock. Come la lotta ai pregiudizi e all'intolleranza».

Sono le parole con cui Bruce Springsteen ha annunciato sul suo sito web di aver annullato il concerto previsto al Coliseum di Greensboro, in North Carolina, tappa del suo tour americano con la E Street Band. La clamorosa decisione è per protestare contro la legge anti-trasgender varata nello stato della East Coast statunitense. The Boss, dunque, in prima linea per i diritti di gay, lesbiche e bisessuali. Di quella comunità Lgbt che dopo la storica vittoria sulle nozze omosessuali alla Corte suprema subisce in alcuni stati Usa una controffensiva portata avanti dalle forze più conservatrici. Come in Mississippi, Georgia, South Dakota e South Carolina. Springsteen, con una decisione che rischia di essere anche impopolare nei confronti di migliaia di persone che avevano acquistato un biglietto, diventa ora la voce più popolare in una battaglia che da mesi vede impegnate tutte le associazioni per i diritti civili. Ma anche l'amministrazione Obama, che minaccia di tagliare i fondi federali agli stati che approvano leggi discriminatorie.

«Sento che è il momento per me e la mia band di mostrare solidarietà a chi combatte per la libertà», scrive la rockstar, «e per questo, scusandoci con i nostri fan, abbiamo deciso di cancellare il concerto in programma per domenica 10 aprile». Perché, secondo Springsteen, è in atto «un tentativo di rovesciare i progressi compiuti in America sul fronte dei diritti umani e civili da parte chi questi progressi non li accetta. E questa decisone è il mezzo più forte che ho per far sentire la mia voce contro chi vuole riportarci indietro». E la voce di Springsteen si unisce alle tante voci che si sono schierate contro la legge del North Carolina, che in pratica obbliga le persone transgender ad usare, anche nelle scuole, solo i bagni pubblici che corrispondono al sesso registrato alla nascita. Ad esprimere sdegno sono stati i big di Starbucks, Facebook, Apple, Citibank e di decine di altre imprese che hanno anche firmato una lettera aperta in cui chiedono al governatore Pat McCrory di abolire il provvedimento.

«Discriminazioni malvagie e vili», ha commentato il chitarrista della E Street Band, Steven Van Zandt, «si stanno diffondendo da stato a stato. Dobbiamo cercare di fermare tutto ciò ora e dare l'esempio perche altri facciano lo stesso».

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