Quelle nuove serie che sembrano film

3 Marzo 2018

Un libro analizza il fenomeno: hanno cambiato il nostro modo di guardare la tv

C’è la televisione da indigestione, il «binge viewing», che consiste nel chiudersi in casa a divorare uno dopo gli altri episodi di una serie su Netflix; e c'è la «televisione tantrica», che richiede di assaporare lentamente gli appuntamenti seriali, riscoprendo il piacere dell'attesa. Il nuovo libro di Daniela Cardini, “Long Tv: le serie televisive viste da vicino” (Edizioni Unicopli), esplora il mondo della serialità televisiva che negli ultimi due decenni ha assunto un peso e un ruolo determinante nelle strategie produttive e distributive delle grandi media company mondiali. “House of Cards” o “Game of Thrones” costituiscono un'esperienza produttiva e di consumo assai diversa non solo dalle serie a basso costo degli anni '60 e '70 ma anche dai più elaborati prodotti degli anni '90. Cardini introduce la nozione di grande serialità per individuare questa nuova fase della narrazione televisiva, che propone strutture di racconto complesse. Ne è un esempio estremo “The Young Pope”, di Paolo Sorrentino, «film in dieci puntate» realizzato con linguaggio autoriale, cura cinematografica della fotografia e del montaggio, presentato a Venezia come fosse un'anteprima cinematografica. Ma anche “Game of Thrones” o “Westworld” sono esempi di quella che è stata chiamata cinematic tv, che rispetto al film propone una dilatazione temporale dell'universo narrativo e rispetto al flusso televisivo offre un'esperienza visiva più elaborata. Anche per i costi la grande serialità si avvicina al cinema. “La La Land”, premio Oscar 2017, è costato circa 30 milioni di dollari. Per le prima due stagioni di “House of Cards” Netflix ha investito 100 milioni di dollari. Il costo di un episodio di “The Crown” o della sesta stagione di “Game of Thrones” è di dieci milioni di dollari. Cardini sottolinea come la grande serialità si sia sviluppata in parallelo con trasformazioni profonde dell'esperienza di fruizione. Ad esempio, la scelta di Netflix di pubblicare tutte insieme le puntate di una stagione, stravolgendo il tradizionale appuntamento di palinsesto con la serialità tv, e la conseguente libertà di guardare quanti episodi voglia nel momento che preferisce hanno modificato la stessa struttura narrativa.
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