Quentin Tarantino: 60 anni e un nuovo (forse ultimo) film

Il geniale regista ad aprile in Italia per presentare il suo libro Intanto prepara “The Movie Critic”, basato su una storia vera
PESCARA. Quentin Tarantino ha spesso detto di avere dentro di sé un infinito numero di film, aggiungendo però di voler girare al massimo dieci film e di volersi ritirare entro i 60 anni. «I registi non migliorano con l’età», aveva dichiarato nel 2012 alla rivista Playboy, «di solito i loro peggiori film sono gli ultimi quattro». Il talentoso regista, sceneggiatore, attore finora di film ne ha fatti nove, se si contano i due Kill Bill come opera unica, e compie 60 anni proprio oggi, essendo nato a Knoxville, nel Tennessee, il 27 marzo 1963.
Voce corre, dunque, che stia preparando il suo prossimo e ultimo film, basato sulla storia vera di Pauline Kael, critica cinematografica degli anni ’70. Si dovrebbe intitolare, appunto, The movie critic, come rivela l’autorevole Hollywood Reporter, e nel ruolo principale della critica, giornalista e saggista del New Yorker, si parla insistemente di Cate Blanchett. E forse troverà spazio nel cast anche Kevin Spacey, come anticipato dal doppiatore dell’attore, il pescarese Roberto Pedicini. Il film dovrebbe essere ambientato a Los Angeles verso la fine degli anni ’70, confermando così la smodata passione di Q (come lo chiamavano in famiglia) per quel periodo storico da lui rivisitato in film come Jackie Brown e l’ultimo C’era una volta a... Hollywood, presentato in concorso a Cannes nel 2019, per il quale Brad Pitt ha vinto il suo primo Oscar. Quentin Tarantino è uno dei più apprezzati registi di Hollywood, riverito per l’assoluta originalità con cui ha rinnovato il film di genere, a cominciare dallo Spaghetti western, da lui celebrato e riportato in quell’America che i film nostrani mettevano in scena da Cinecittà. Studioso ossessivo dalla Storia del cinema, il suo approccio fuori dagli schemi e culturalmente elevato al B-movie, tradizionalmente di nicchia, gli sono valsi due Oscar come sceneggiatore (Pulp Fiction e Django unchained), tre nomination per la regia e uno per il Miglior film.
Lo scorso 21 marzo è uscito nelle librerie Cinema speculation (La Nave di Teseo) e primi di aprile Tarantino sarà in Italia per presentarlo. Nelle pagine il regista ripercorre la sua infanzia attraverso i film che i genitori lo portavano a vedere quando era piccolo, facendolo innamorare perdutamente di quel mondo. Il padre è un attore che lui non ha mai conosciuto, la madre appassionata di cinema lo chiama Quentin in onore di Quint Asper, il personaggio di Burt Reynolds in Gunsmoke. È lei ad alimentare la passione per il cinema del figlio, lasciandogli vedere ciò che vuole, anche film inadatti alla sua età. Incuriosisce che a turbarlo più di ogni altra pellicola sia stato il Bambi di Walt Disney. A 16 anni abbandona la scuola e inizia a frequentare corsi di teatro, facendo anche diversi lavori, tra cui il gestore di un videonoleggio in cui ha modo di saziare tutta la sua fame di cinema.
Nel 1992 arrivano Le iene del film da lui scritto, diretto e interpretato. Diventa un cult: prodotto con un budget limitatissimo grazie all'aiuto di Harvey Keitel e del Sundance Film Festival, spicca per i repentini passaggi al flashback che sconvolgono la linearità del racconto, senza allentarne la tensione. Ispirata ai giornaletti pulp americani, anticipa quella che sarà la cifra stilistica di Tarantino: scene di violenza esagerata e quasi fumettistica, dialoghi sopra le righe, salti temporali nella narrazione, lunghi piano sequenza e la suspence del “triello”, duello a tre inventato da Sergio Leone per Il buono, il brutto, il cattivo. Il film sblocca la sua carriera: vende le sceneggiature di Una vita al massimo e Assassini nati - Natural born killers, diretti rispettivamente da Tony Scott e Oliver Stone, e soprattutto dirige Pulp fiction, Palma d’Oro a Cannes e due nomination per la regia e due premi per la sceneggiatura (Oscar e Golden Globe). Seguono Dal tramonto all’alba, horror che scrive e interpreta, e Jackie Brown, che dirige. Nel 2003 e nel 2004 Tarantino torna con Kill Bill 1 e 2, ideato con Uma Thurman, che ne è anche la protagonista. Stavolta non vince premi, ma viene chiamato a presiedere la giuria di Cannes. Continua ad alternare l’attività di regista a quella di attore: dirige una scena di Sin City di Robert Rodriguez e A prova di morte. Due nuove nomination all’Oscar (regia e sceneggiatura) arrivano grazie a Bastardi senza gloria, film per il quale Cristoph Waltz vince la statuetta come Migliore attore non protagonista. Nel 2012 mescola un omaggio al genere spaghetti western con il tema del razzismo in Django unchained. Anche stavolta arriva l’Oscar: a Waltz come Migliore attore non protagonista (stesso premio ai Golden Globe) e a Tarantino per la Migliore sceneggiatura. Nel 2015 è ancora western con The hateful eight, candidato a Oscar e Golden Globe. Nel 2019 dirige C’era una volta a... Hollywood, film con Leonardo Di Caprio e Brad Pitt (che vince l’Oscar), e nel 2021 pubblica la stessa storia del film, con lo stesso titolo, facendone il suo primo romanzo.
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