Ravioli fritti ripieni di ceci e torrone di lenticchie con le donne dell’Altopiano

Un gruppo femminile che si dedica al recupero dei sapori tradizionali propone due antiche ricette abruzzesi tramandate dalle nonne
di Jolanda Ferrara
Torrone di lenticchie e "cic ripiin", raviolo fritto ripieno di ceci, i golosi caggionetti. Antiche, rustiche prelibatezze dell'Altipiano delle Rocche ripescate per Cotto & Crudo, con la scusa delle feste natalizie, dai ricordi di nonne e bisnonne del posto: Rocca di Mezzo, Fonteavignone, Pratoni del Sirente, Goriano Valli, Rocca di Cambio. Uno straordinario storytelling che passa per le poche e povere risorse alimentari disponibili sull'Appennino: lenticchie, ceci, "vellane" (nocciole selvatiche), farina, miele, mostocotto,"caracine" (fichi secchi), e quel po' di zucchero e cacao barattati a valle. Ricette basiche con piccole variazioni dettate dalla disponibilità degli ingredienti sul posto. Ne è un esempio il raviolo di ceci dal ripieno impastato, ma non sempre, col prezioso mostocotto come nella ricetta qui accanto descritta. O la pizza sfogliata senza lievito, tirata a mano col matterello da un semplice impasto di farina, uova, zucchero, olio e vino in modica quantità. Forme grossolane, gusto robusto, profumi sinceri.
E' quanto racconta Cristina Caselli, figura leader insieme con Adriana Tronca e Antonella Marinelli, del virtuoso - e in crescita dinamica - gruppo di donne che hanno scelto i paesaggi fiabeschi della media e alta valle dell'Aterno per realizzare il proprio sogno. Rivitalizzando l'agricoltura sull'altopiano, le tradizioni, la memoria del territorio. Presidiandone l'identità con la propria presenza operosa, aggregante in ogni stagione.
Intorno al grande falò acceso sull'aia ammantata di neve in fattoria da Cristina, sulla strada per i Piani di Pezza, l'attesa dell'Epifania ha rappresentato un'occasione esclusiva - come lo saranno i mercatini dell'artigianato tipico in arrivo prossimamente, www.in-fattoria.it , pagina fb - per un viaggio nel gusto e nel genius loci.
Un viaggio nel tempo e nelle radici, racconta Elena D'Ascenzo, cantante nel gruppo musicale DisCanto, come le altre impegnata a valorizzare il territorio attingendo dal passato.
«Il solstizio d'inverno, intorno al 13 dicembre, Santa Lucia, segnava l'uscita dal periodo più buio dell'anno, le giornate più corte erano ormai alle spalle e ci si preparava alla nuova stagione, le Befane erano spiriti benevoli e dovevano propiziare il nuovo raccolto». In quel mondo popolato di presenze benigne e regolato dalla natura, anche il consumo delle lenticchie - fin dall'antichità auspicio di prosperità - era simbolico e benaugurante. Come il resto dei legumi, granaglie, frutta secca. Chicchi di provvidenza che trovavano un posto di riguardo nelle minestre e pure nei dolci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA