“ Revolution” E gli artisti crearono il nuovo mondo

14 Marzo 2017

di Anna Fusaro Chagall, Kandinskij, Malevic, Rodchenko. Arriva anche in Abruzzo, solo oggi e domani, il documentario "Revolution - La nuova arte per un mondo nuovo", diretto da Margy Kinmonth e...

di Anna Fusaro

Chagall, Kandinskij, Malevic, Rodchenko. Arriva anche in Abruzzo, solo oggi e domani, il documentario "Revolution - La nuova arte per un mondo nuovo", diretto da Margy Kinmonth e dedicato alle avanguardie russe. Un'arte rivoluzionaria fiorita più o meno un secolo fa, intorno a quell'anno, il 1917, che sconvolse la Russia e il mondo con la Rivoluzione d'ottobre. Il film fa parte della seconda stagione della "Grande arte al cinema", appuntamenti proposti da Nexo Digital con i partner Sky Arte Hd e mymovies.it. "Revolution" viene programmato da queste sale abruzzesi: Movieland a Chieti, The Space a Montesilvano, Massimo a Pescara, Smeraldo a Teramo.

Pluripremiata autrice della Bbc, già regista del documentario sull'Ermitage nominato ai Bafta, Kinmonth in questo film si avvale dell'accesso privilegiato a collezioni di importanti istituzioni russe e degli interventi del direttore dell'Ermitage, Mikhail Piotrovsky, e di Zelfira Tregulova, direttrice della galleria Tret'jakov, museo moscovita che ospita una delle più grandi collezioni russe di belle arti. Ne scaturisce il racconto degli anni cruciali della storia russa e delle avanguardie artistiche.

Il film, che segue le vicende rivoluzionarie esplose nel 1917, accosta gli interventi di artisti contemporanei e di esperti d'arte con le testimonianze dei discendenti dei protagonisti della Rivoluzione russa. "Revolution" racconta gli artisti dell'Avanguardia russa e il loro sogno creativo, in particolare le storie di maestri come Marc Chagall, Wassily Kandinskij, Kasimir Malevic, Alexander Rodchenko e degli altri pionieri che vagheggiarono l'idea di costruire una nuova arte per un nuovo mondo, un'arte e una visione del mondo disconosciuti e condannati solo pochi anni dopo.

Il film di Margy Kinmonth conduce lo spettatore dentro la storia e le opere delle principali correnti russe, dal raggismo al suprematismo (filone russo del Futurismo), dal cubo-futurismo al costruttivismo, ansiose di liberarsi dal realismo per creare un'arte in grado di recuperare l'originalità delle radici. Un percorso artistico fatalmente intrecciato alle vicende politiche della rivoluzione bolscevica, che le avanguardie precedettero, condividendone molte idee, per finire poi perseguitate dopo la morte di Lenin. Grazie a quegli artisti, la Russia diventò capofila dell'avanguardia europea, non solo nelle arti figurative, ma anche nell'architettura, nella poesia, nel teatro e nel cinema.

Spiega l'autrice del docmovie Margy Kinmonth: «Perché la Russia? Come regista continuo a trovare tantissime storie da raccontare nel passato e nell'arte russa. In questo Paese c'è una quantità enorme di arte, romanzi, opere teatrali, balletti, opera lirica, musica colta, architettura, e ci sono persone attraverso cui raccontare le storie stesse della Russia».

"La grande arte al cinema", partita il 14 febbraio con "Io, Claude Monet" di Phil Grabsky, proseguirà con appuntamenti mensili fino a giugno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA