Riti e leggende attorno al fuoco per la luna nuova

22 Giugno 2017

La magia del solstizio d’estate si rinnova nel borgo Canti, balli e cibi antichi dal tramonto all’alba

SPOLTORE. Luna nuova, luna di giugno, la notte di San Giovanni è domani, venerdì. Notte taumaturgica, solstizio d'estate, l'ingresso astronomico della bella stagione. Giorno e notte, per poche ore, sono appena state due metà esatte prima di riprendere, impercettibilmente, il cammino inverso. La devozione popolare ha tanto da propiziarsi nel rito di passaggio. Abbondanza del raccolto, salute, fortuna, amicizie, amori. Nei fenomeni della natura la risposta alle incognite, oggi come allora. Storie da raccontare, dall'alba al tramonto.
A Spoltore fin dal pomeriggio appuntamento nel largo della chiesetta di San Giovanni, nell'antico rione. Come d'abitudine la festa prenderà il via con la santa messa, la benedizione dei ramajetti di 7 erbe e delle lumache di pasta dolce. Distribuiti a tutti per scacciare paure e preoccupazioni. Canti e balli in cerchio attorno al falò con La compagnia della Pescara e il laboratorio tradizionale della onlus Camminando insieme, interventi musicali dei Pifferari d'Abruzzi. Non mancherà lo scambio del ramajetto per diventare “compari ‘a fiori”, il rito del comparatico («dopo tre San Giovanni eri più stretto che un fratello», raccontano gli anziani del posto).
Il rito purificatorio dell'acqua e il salto, propiziatorio, del fuoco. Odori, sapori, mercatino, visioni della tradizione. È festa ritrovata a Quarto San Giovanni. In piazza arderà il fuoco purificatore. Ad accenderlo, a sera inoltrata, Edgardo Cotellucci, anima e primo motore de I colori del territorio, l'associazione da tempo impegnata a far rivivere momenti di profonda tradizione popolare, recuperandone modi e forme. Per trarne suggestioni, insegnamenti utili ad affrontare il presente, trasmetterne l'eredità alle nuove generazioni. Attaccamento vissuto con spirito contemporaneo e sincero, un progetto cresciuto nel tempo, che ha apportato nuova linfa alla tradizione. Con la formazione di un gruppo di balli abruzzesi, la Compagnia della Pescara, e più recentemente un progetto di teatro contemporaneo intorno a danza, canto e musica tradizionale, con la consulenza di Adriana Gandolfi, Domenico Di Virgilio, Mario Canci e Stefano D’Ettorre e la direzione artistica di Giulia Basel del Florian Metateatro.
Un programma denso di attività e giunto alla 18esima edizione (www.icoloridelterritorio.org) curato e organizzato con dedizione da Cotellucci, art director insieme a Stefania Di Bussolo, Lorena Tatonetti e tutti i componenti dell'associazione. «La nostra è una festa che nasce dalle macerie di una parte del centro storico svuotato di identità dalla frana, che dagli anni ’50 in poi ha portato al progressivo abbandono di alcuni borghi sul territorio», racconta il presidente de I colori del territorio. Fortunatamente, continua l'architetto pescarese, con la rinnovata attenzione per il recupero delle abitazioni storiche, anche da parte di investitori privati, si assiste a un recupero di interesse anche turistico. Proprio l’antico Quarto San Giovanni, una volta popoloso, ha vissuto in modo inesorabile la calamità.
«Abbiamo scelto di svolgere qui la festa perché rappresenta un luogo magico e unico del centro storico di Spoltore. Qui troviamo ancora intitolati a San Giovanni la piazza e la cappella devozionale, addobbata e visitabile solo in questa occasione. La partecipazione alla manifestazione è gratuita. Ringraziamo i residenti per la preziosa collaborazione, in questi giorni nelle case fervono i preparativi». È la festa di San Giovanni Battista, è sabba di piena estate, festa del ringraziamento. Ecco infiocchettate nei canestri le lumache di pasta dolce,i ramajetti misti di iperico, verbena, erica, bacche di ribes (ora all'apice del tempo balsamico) da sistemare sotto il cuscino per auspicare sogni premonitori. E l'aglio fresco per augurare nuova ricchezza in casa. Leggende, attese, predizioni, affetti da coltivare, amicizie da rinsaldare. Cantando, mangiando e bevendo. Vino cotto (una tra le specialità del territorio) e miscuttine, rimpizze, cumbrinzioni, taralli, amaretti, anicini, spumette, biscotti "africani" (di mandorle non pelate), sfogliatelle con lo strutto e la scrucchjata d'uva, e i natalizi torcinelli ricresciuti, genuini, rituali, immancabili. Appuntamento domani alle 18.