Robert Plant «Il mio album per i rifugiati»

18 Febbraio 2016

MILANO. «C'è una catastrofe internazionale in tutto il mondo; parlarne è una cosa, fare qualcosa al riguardo è un'altra. Nella posizione in cui ci troviamo, è fondamentale fare del nostro meglio, in...

MILANO. «C'è una catastrofe internazionale in tutto il mondo; parlarne è una cosa, fare qualcosa al riguardo è un'altra. Nella posizione in cui ci troviamo, è fondamentale fare del nostro meglio, in un modo o nell'altro». Così Robert Plant spiega il suo impegno, insieme ai Tinariwen, Kindness, Scroobius Pip e Sierra Leone Refugee All Stars, nel disco concept The Long Road, i cui proventi sono devoluti alla causa dei rifugiati e dei richiedenti asilo della Croce rossa britannica.

In uscita il 4 marzo, l'album è basato su storie di vita reale e contiene canzoni registrate in esclusiva per il progetto come The Blanket Of Night degli Elbow, interpretata dal cantante dei Led Zeppelin, e Atled, una nuova composizione dei Tinariwen. Proprio Ibrahim Ag Alhabib, il fondatore della band già vincitrice di un Grammy nel 2012 con l'album Tassili, da bambino ha vissuto da rifugiato, costretto a lasciare la sua casa nel Mali dopo l'uccisione di suo padre durante la rivolta del 1963. Tra i brani contenuti nel cd anche World Peace dei Sierra Leone Refugee All Stars, un inno di speranza firmato dalla band più famosa dello Stato dell'Africa Occidentale, martoriato da una guerra civile tra il 1991 ed il 2002. «Siamo molto entusiasti di avere artisti eccezionali per quest'album, artisti che attraverso il potere della loro musica», ha detto Alex Fraser, capo dei servizi per i rifugiati della Croce rossa, «possono aiutare a raccontare la storia della lunga e pericolosa strada che molti rifugiati e richiedenti asilo devono percorrere».

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