Rocío debutta a teatro ad Atri con una pièce sul sisma aquilano

13 Marzo 2017

ATRI. Commuovere, riflettere, ridere, pensare. Lo spettacolo “Certe Notti”, con Antonio Grosso e Rocío Muñoz Morales, andato in scena al teatro Comunale di Atri è riuscito in tutto questo. Un testo...

ATRI. Commuovere, riflettere, ridere, pensare. Lo spettacolo “Certe Notti”, con Antonio Grosso e Rocío Muñoz Morales, andato in scena al teatro Comunale di Atri è riuscito in tutto questo. Un testo straordinario dello stesso Grosso che tocca con delicatezza e leggerezza il terribile tema del sisma aquilano.

La storia è ambientata nella Casa dello studente dove vivono 5 ragazzi. Mario, ragazzo autistico magistralmente interpretato da Grosso, sempre impegnato a contare e a disperarsi per calcoli che non tornano. Con lui il fratello, altri 2 giovani e Camila (Rocìo), di cui è innamorato. Tutto accade in una notte insonne. Mario tutto il tempo conta e canta. Sempre la stessa canzone, “Sfiorivano le viole” di Rino Gaetano. I ragazzi parlano di un esame da superare, di amore, di amicizia, di stratagemmi per laurearsi. C’è spazio anche per progettare il futuro in quella notte. Ma tutto viene interrotto. La casa dello studente alle 3,32 crolla.

I ragazzi tra le macerie parlano ancora. Mario aveva capito: c’era una colonna in meno secondo gli studi che aveva fatto sull’edificio, ecco perché i conti non tornavano. C’è la rabbia di una generazione in quelle ore in attesa dei soccorsi, la confessione di una gravidanza, un figlio che non nascerà. Un’altra scossa distrugge sogni, progetti e speranze. L’edificio con un pilastro in meno non poteva proteggere le loro vite.

Con giochi di luce e una scenografia curata la tragedia arriva in maniera realistica allo spettatore, restituendo lacrime e applausi per una interpretazione significativa. Uno spettacolo che per Rocío Muñoz Morales, bella compagna di Raoul Bova, è stato un debutto a teatro. L'attrice e altri del cast hanno incontrato gli studenti dell’istituto Zoli di Atri parlando di recitazione e del rapporto che l’attore deve instaurare con il pubblico. «Sentivo un grande bisogno di approcciarmi al teatro», ha detto Rocìo, «e aspettavo l’occasione giusta, il ruolo giusto. Questo spettacolo mi ha permesso di essere fedele ai miei sentimenti più puri, è una piéce che racconta vita e la vita ci mette davanti a tante prove, ma bisogna sorridere e trovare la forza anche nei momenti più drammatici. Questo spettacolo tratta un tema molto importante ma lo fa con rispetto e con grande cuore». «A fine agosto», ha raccontato Grosso, « la produzione voleva fermarsi visti i nuovi eventi sismici. Ma poi ci è sembrato giusto portare avanti una voce, una denuncia, fatta in questo modo, anche sorridendo e essendo leggeri».

Evelina Frisa