Rolling Stones a Trump: non usare i nostri brani

WASHINGTON. L'ira dei Rolling Stones si abbatte su Donald Trump. Mick Jagger e compagni minacciano di fare causa al tycoon se continuerà ad utilizzare i loro brani per galvanizzare i supporter. Anche...
WASHINGTON. L'ira dei Rolling Stones si abbatte su Donald Trump. Mick Jagger e compagni minacciano di fare causa al tycoon se continuerà ad utilizzare i loro brani per galvanizzare i supporter. Anche questo uno strascico dello sciagurato comizio di Tulsa, in Oklahoma, che doveva segnare il rilancio di Trump e che invece si è trasformato in un fiasco con un seguito di polemiche a non finire. Un evento con cui la leggendaria rock band non avrebbe voluto avere niente a che fare. Invece a Tulsa, per tenere alta la temperatura nell'arena, la campagna del presidente ha deciso di riproporre le note di “You can't always get what you want”, un classico del 1969 degli Stones. Questo nonostante la diffida già a suo tempo inviata dai legali del gruppo, dopo che il brano fu usato da Trump durante la campagna del 2016. Ora lo stesso team di avvocati ha contattato l'agenzia che si occupa dei diritti musicali per bloccare lo sfruttamento non autorizzato della musica della band. E nella notifica alla campagna del presidente si scrive a chiare lettere che Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts sono decisi a portare Donald Trump in tribunale se le loro richieste verranno ancora ignorate.