Romeo e Giulio storia d’amore gay in scena all’Aquila

L’AQUILA. Va in scena oggi a L'Aquila lo spettacolo teatrale "Romeo e Giulio", atto unico in dodici quadri che riflette sul senso dell'amore, sulla difficoltà di amarsi e di amare. Appuntamento alle...
L’AQUILA. Va in scena oggi a L'Aquila lo spettacolo teatrale "Romeo e Giulio", atto unico in dodici quadri che riflette sul senso dell'amore, sulla difficoltà di amarsi e di amare. Appuntamento alle ore 19.30 nel ridotto "Vittorio Antonellini" del Teatro Comunale. Lo spettacolo della compagnia romana Bolognini Costa è proposto in collaborazione con l'associazione di promozione sociale e culturale Immagina. Autrice e regista di "Romeo e Giulio" è Sofia Bolognini, vincitrice con questa pièce dell'Award for best Director e del Gran Prix for Best Performance all'International Theatre Festival di Skopje. Interpreti sono Mauro De Maio (Romeo) e Andrea Zatti (Giulio), affiancati da Cesare D'Arco (madonna Montecchi), Sofia Bolognini (messer Capuleti), Riccardo Averaimo, Aurora Di Gioia, Gabriele Olivi, Nicole Petruzza (coro). Musiche e direzione coro di Dario Costa.
Spettacolo drammatico ma non privo ironia, "Romeo e Giulio" non è solo una riflessione sull'omofobia, è anche uno studio sul corpo, violentato e violento. I personaggi, mutuati dalla tragedia scespiriana, sono Romeo, Giulio, la madre di Romeo, il padre di Giulio. Un ruolo importante ha il coro: donne vestite da uomini e uomini vestiti da donne, che rappresentano gli altri, la società, con le sue paure, fantasmi, bisogni e desideri. Il coro è il motore dell'azione scenica, modella lo spazio, agisce il conflitto, utilizza voce e canto per sottolineare le emozioni dei personaggi. Si legge nelle note di regia: «"Romeo e Giulio" è un terreno ostile in cui convivono intemperanza politica e ostinazione teatrale. È un'architettura indecente, un ordigno scenico osceno, furibondo e compatto, che prende posizione netta all'interno del dibattito pubblico sull'omofobia. Uno scandaloso viaggio teatrale che indaga il bisogno di amare ed essere amati. Attraverso una satira spietata che disintegra autorità politiche e religiose e si scaglia contro la "normale" famiglia italiana, "Romeo e Giulio" esegue una meticolosa e insostenibile autopsia del conflitto identitario, sessuale, di appartenenza civile. Elaborato su dati sociologici, politicamente agguerrito, teatralmente composito e deforme, "Romeo e Giulio" è un piano di disturbo della buona coscienza nazionale».
Lo spettacolo, che ha debuttato nel gennaio 2016 al Teatro Albarico di Roma, mesi prima dell'approvazione della proposta Cirinnà sulle unioni civili, si lega al dibattito su temi caldi dell'attualità. «È un testo politico», spiegano gli organizzatori,«perché questa riflessione si inserisce nel contesto sociale, economico e civile di questo Paese, facendo esplicito riferimento a tematiche come la teoria gender e la polemica per il riconoscimento dei diritti degli omosessual».
Lo spettacolo sarà preceduto dal concerto dei Sativa (Antonello Vespa, Alessandro De Matteis, Andrea Fogliaroni, Gianluca Tazzi), gruppo prossimo alla pubblicazione del primo singolo "Reset". Info: 3403796245. (afu)
©RIPRODUZIONE RISERVATA