Ruffalo papà tenero e folle nell’autobiografia di Maya Forbes

8 Giugno 2015

Che il disturbo bipolare possa produrre, oltre a sbalzi d'umore e manie varie, tanta infantile dolcezza lo si scopre nel film di Maya Forbes “Teneramente folle”, in sala dal 18 giugno con la Good...

Che il disturbo bipolare possa produrre, oltre a sbalzi d'umore e manie varie, tanta infantile dolcezza lo si scopre nel film di Maya Forbes “Teneramente folle”, in sala dal 18 giugno con la Good Films. Un film tenero, a volte drammatico, e contaminato forse da qualche tono melò di troppo. Dalla sua il lavoro della Forbes ha l'interpretazione di Mark Ruffalo e, come accade per le vicende più incredibili, il fatto di essere tratto da una storia vera. Ambientato nel 1978 in una Boston che mostra tutto il suo carattere, il film ha come protagonista Cameron Stuart (Ruffalo), uomo affettuoso e marito innamorato, che per le sue manie depressive perde un posto dopo l'altro. La moglie di colore Maggie (Zoe Saldana), per il bene delle figlie Amelia e Faith, allontana il marito da casa. Ma costretta poi, per seguire a New York un Master of business administration della Columbia University, ad allontanarsi di casa per 18 mesi, sceglie di affidare le figlie a quel padre folle che, dopo una terapia, sembra migliorato. Cameron, di famiglia ricchissima quanto avara, ospita le bambine in una casa povera, la sola che gli permette il minimo sussidio che gli passano i facoltosi parenti. E il connubio tra questo papà-bambino e folle e le sue 2 figlie adolescenti alla fine funziona. L'uomo trova finalmente qualcosa in cui applicarsi. Fare da mamma non gli dispiace affatto. Lui protegge le talentuose figlie e loro proteggono un padre che è anche il loro preferito compagno di giochi. Tornando alle verità della storia, la regista Maya Forbes, erede della dinastia editoriale e sceneggiatrice televisiva, esordisce non a caso sul grande schermo con questo film autobiografico che ha come titolo originale “Infinitely Polar Bear”. Ovvero con la storia di Maya e di sua sorella China, allevate per un lungo periodo dal padre, Cameron Forbes, affetto da disturbo bipolare, mentre la madre studiava alla Columbia. «Quando avevo 7 anni il mio mondo implose. Mio padre fu colpito da una serie di crisi depressive a causa delle quali i miei genitori si separarono. Ci trasferimmo da una casa in campagna a un minuscolo appartamento a Cambridge. La famiglia di mio padre, una delle più note del New England, non ci aiutava finanziariamente a causa delle regole della famiglia riguardo al denaro: non si poteva chiederne, era una vergogna» dice nelle note di regia la Forbes. «Volevo vedere un film umano sugli effetti della malattia mentale su una famiglia. Volevo vedere dei bambini reali. Volevo vedere un film sull'amore e sulle scelte difficili che le persone devono prendere ogni giorno».

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