Sacchetti conquista l’Austria con nature morte in fotografia

PESCARA. “Natura morta (Ragazzo con mela)”: una mano offre una piccola mela bacata infrangendo, di fatto, un tabù della natura morta tradizionale. L'inventario classico degli oggetti immobili si...
PESCARA. “Natura morta (Ragazzo con mela)”: una mano offre una piccola mela bacata infrangendo, di fatto, un tabù della natura morta tradizionale. L'inventario classico degli oggetti immobili si ritrova nell'opera di Fabrizio Sacchetti, presente nella mostra “Still. La natura morta nella fotografia contemporanea” che venerdì 2 ottobre giunge al suo ultimo appuntamento austriaco e inaugura alla Waldviertler Sparkasse Bank Ag di Zwettl dopo aver attraversato l’Austria durante tutto il 2015.
Organizzata e promossa da NöArt, ideata e curata da Peter Weiermair (autore, editore e curatore austriaco) l’esposizione, già ospitata in 7 diversi luoghi da istituzioni e spazi espositivi, affronta il tema della natura morta – tema di lunga tradizione nella storia dell’arte e della fotografia – con quaranta autori da Usa, Italia, Germania ed Austria. Fabrizio Sacchetti (Pescara, 1969) è tra i 9 artisti italiani rappresentati grazie al suo lavoro concettuale. L'interesse dell'artista abruzzese per la mimica e il linguaggio corporeo trae origine dallo studio dell'arte antica e della sua semantica: «Il suo percorso potrebbe incrociare quello di altri artisti» osserva il curatore Weiermair, «quali l’americana Cindy Sherman o il suo compatriota Luigi Ontani. Tuttavia, alle loro strategie di “animazione”, Sacchetti aggiunge qualcosa di nuovo: un gesto poetico ridotto ai minimi termini che consiste spesso di brevi scene, stati psicofisici, atti simbolici e accenni poetici». Molto attivo all'estero, l'artista ha esposto in diverse istituzioni e gallerie tra cui il Centro Arte Contemporanea Ticino nel 2013, nel 2014 la Luhring Augustine Gallery di New York. «Il lavoro all’estero», dice l’artista, «permette un confronto reale e di qualità, scevro da logiche di quartiere».
Jolanda Ferrara
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