Santamaria-Gospodin contro tutti domani a Pescara

PESCARA. «È eroicamente testardo, sperimenta il mondo con il suo poetico e tragico rifiuto dell’unico elemento che fa girare il mondo, il denaro». Così Giorgio Barberio Corsetti descrive Gospodin,...
PESCARA. «È eroicamente testardo, sperimenta il mondo con il suo poetico e tragico rifiuto dell’unico elemento che fa girare il mondo, il denaro». Così Giorgio Barberio Corsetti descrive Gospodin, il personaggio che Claudio Santamaria porterà ion scena, domani sera alle 21, al Teatro Massimo di Pescara. Lo spettacolo si intitola “Gospodin”, Corsetti ne cura la regia. “Gospodin” è un’opera di Philipp Löhle. Con Claudio Santamaria saranno in scena Valentina Picello e Marcello Prayer.
Artista associato del teatro Maksim Gor’kij di Berlino, Löhe è un giovane autore. “Genannt Gospodin” (Detto Gospodin, letteralmente), è lo spettacolo che l’ha reso famoso prima in Germania e poi in Francia. La storia? Gospodin irifiuta ogni rapporto con il danaro che però gli viene donato, senza che lui lo chieda. Una vita felice, la sua, finché un’associazione di animalisti glielo porta via. È solo l’inizio delle sue disgrazie, perché la fidanzata lo lascia portandogli via il letto e i mobili; e il suo amico più caro gli sottrae il vecchio televisore per farci una video installazione.
«Gospodin è un uomo semplice», scrive Baberio Corsetti belle note di regia. «Non vuole avere nulla a che fare con il danaro. Gospodin vive nella città come un esploratore nelle natura. Gospodin aveva un lama, animale con cui passeggiando otteneva mance, Greenpeace glielo ha portato via. Gospodin odia Greenpeace. Gospodin ha tanti amici, ma tutti gli portano via qualcosa: la sua donna lo abbandona portando via mobili e letto; il suo amico artista gli porta via la tv per fare una videoistallazione che si chiama “tempus fuckit”. A Gospodin un amico saltuario delinquente lascia una borsa piena di soldi: la sua donna li vuole, i suoi amici li vogliono; lui non li vuole ma non vuole darli. Gospodin finisce in prigione, dove si trova benissimo, dove si può vivere senza soldi e senza scegliere. Gospodin è eroicamente testardo, convinto della sua strada, sperimenta la città ed il mondo di oggi nel suo poetico e tragico rifiuto dell’unico elemento che fa girare il mondo, il denaro. È un personaggio paradossale, che esprime la sua poesia con i suoi atti di negazione, che fa del paradosso il suo modo di vivere».
«Scritto da Philipp Löhle, giovane drammaturgo tedesco», prosegue Corsetti, «questo testo per tre attori e tanti personaggi è composto da brevi scene dialogate, e da racconti lirici in cui gli altri due attori, un lui ed una lei, raccontano le scorribande allucinate di Gospodin nella città, che assomiglia ad ognuna delle grandi città in cui viviamo. Gospodin è comico, è tragico, è adesso».
La traduzione dal tedesco del testo di Löhle è di Alessandra Griffoni. Le scene sono a cura di Corsetti e Massimo Troncanetti; i costumi di Francesco Esposito; le luci di Gianluca Cappelletti; i graphics di Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene; il video di Igor Renzetti; le musiche di Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo.
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