Scena d’Autunno ricorda Primo Levi con letture e film

Il cartellone di Spazio Tre a Teramo apre con “Recita per i giorni di quiete” Cineforum con “Apocalypse Then - La vecchia fantascienza dell’eco-disatro”
TERAMO. Un omaggio a Primo Levi nel centenario della nascita per l’appuntamento centrale di Scena d’Autunno, il cartellone allestito a Teramo dall’associazione culturale Spazio Tre con la direzione artistica di Silvio Araclio. Questa è la 25esima edizione consecutiva della manifestazione, traguardo significativo per un’iniziativa a basso budget ma di qualità che fa il paio con l’altro importante cartellone ideato e organizzato dal sodalizio presieduto da Carla Piantieri, il MaggioFest, arrivato alla 28esima annata senza interruzioni.
Scena d’Autunno 2019 prenderà le moss come tradizione il 2 novembre, giorno in cui si onorano i morti. Sabato nel cimitero comunale di Cartecchio, con inizio alle ore 11.15, sesta edizione di “Recita per i giorni di quiete”, «brani di prosa e poesia “intimi” che aiutino a ritrovare un equilibrio interiore, a capire e vivere un po’ meglio le ombre, gli incanti, le paure, le speranze e gli smarrimenti di ogni giorno» spiega Araclio. Davanti ad alcune tombe monumentali, il mausoleo Gavini e il monumento funebre Muzii-Pasini (dove riposa la soprano Camilla Pasini, prima interprete di Musetta nella “Bohème” di Puccini) gli attori di Spazio Tre Mauro Di Girolamo, Mariangela Lupo e Vincenzo Macedone leggeranno passi da “Il raggio verde” di Jules Verne, “Dialogo dei morti” di Luciano di Samòsata, liriche di Vivian Lamarque, Stephanie Sorrel, Emily Dickinson, e il classico di Totò “‘A livella”. Alla voce della mezzosoprano Alba Riccioni affidati il “Lamento di Arianna” di Monteverdi e il “Lamento di Didone” di Henry Purcell. Guida Federica Caucci. L’incontro è dedicato alla memoria di due amici di Spazio Tre, il critico musicale Paolo De Bernardin e Mario Ferretti, avvocato e musicista.
Il programma proseguirà con “Apocalypse Then - La vecchia fantascienza dell’eco-disatro”, rassegna pensata dal critico cinematografico Leonardo Persia. Nello Spazio Tre Teatro (via Cona 101) saranno proiettati i giovedì 14, 21 e 28 novembre “2022 i sopravvissuti” (1973) di Richard Fleischer, “Zpg” (1972) di Michael Campus, “2002: la seconda Odissea” (1961) di Douglas Trumbull. Ore 21, ingresso libero come per tutti gli appuntamenti di Scena d’Autunno.
«L'anno 2000 veniva visto come una sorta di passaggio epocale preludente alle più sconvolgenti invenzioni tecnologiche e allo stesso tempo come l'inizio di nuove catastrofi umane», sottolinea Persia «Una di queste fu sicuramente la catastrofe ambientale, dovuta alla stoltezza umana e agli abusi nei confronti del pianeta Terra. L'eco-disastro è centrale nella fantascienza del secondo dopoguerra, inserita nel Maccartismo (gli alieni cattivi del pianeta Mars/Marx), nella Guerra Fredda, poi nella cultura hippy ed ecologica. Da quest’ultima vennero le parabole ammonitrici che oggi sappiamo quanto seppero ben prevedere il futuro». Giovedì 12 dicembre, in collaborazione con la facoltà di Scienze della comunicazione, si terrà un ricordo dello scrittore Primo Levi a 100 anni dalla nascita (Torino, 31 luglio 1919), sopravvissuto ad Auschwitz, testimone sulla sua pelle della deportazione nazista. All’incontro “Primo Levi, un uomo” (aula 16, ore 15.30) interverrà il professore Luigi Dei, chimico come Levi, rettore dell’università di Firenze, curatore della raccolta di saggi “Voci dal mondo per Primo Levi” pubblicata da Firenze University Press nel 2007 per i 20 anni della morte del grande autore. Letture dai romanzi di Levi affidate a Carla Piantieri, Mauro Di Girolamo, Vincenzo Macedone e proiezione del film di Francesco Rosi “La tregua”, dall’omonimo libro-memoria del 1963, Premio Campiello, sèguito di “Se questo è un uomo” (1947).
Chiusura il 18 dicembre (sala polifunzionale, ore 18) con le “Cartoline di Natale”, rarità cinematografiche che in questa decima edizione Persia ha dedicato alle “Silent nativities - Natività mute (Presepi nel cinema di inizio secolo)”: «La nascita di Cristo, insieme alla Passione, è uno dei primi soggetti della storia del cinema», spiega il curatore. In scaletta tre chicche pressoché introvabili, accompagnate dalle letture di Mauro Di Girolamo: "La Vie et la Passion de Jésus-Christ" (1903) di Ferdinand Zecca e Lucien Nonguet, primo kolossal religioso, dalla durata di 44 minuti eccezionale per l’epoca; "La Naissance, la vie et la mort du Christ" (1906) di Alice Guy, prima grande regista; "La Nativité" (1910) di Louis Feuillade, vero e proprio presepe cinematografico.
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