«Scrivere e leggere mi fa molto bene Così placo l’ansia»

27 Marzo 2020

Il premiato giallista teramano continua a lavorare «I nostri detenuti hanno compreso il momento»

TERAMO. Igor De Amicis è un brillante scrittore di avvincenti e premiati noir e thriller, pubblicati in Italia e all’estero da importanti case editrici, nonché autore con la moglie Paola Luciani, insegnante elementare e pedagogista, di fortunati libri per bambini e ragazzi editi da Einaudi e Solferino. Teramano lui, pescarese lei, vivono col loro bambino di tre anni a Teramo, dove lui, commissario coordinatore di polizia penitenziaria, è vice comandante di reparto nella casa circondariale di Castrogno. Una famiglia che, come tante altre, ha dovuto reinventarsi la vita, con Igor che continua a uscire per lavoro, mentre Paola e il piccolo, con scuola e asilo chiusi, impegnano il tempo a casa.
Cosa avete detto al bambino sulla necessità di stare a casa? E come gli fate occupare il tempo?
Gli abbiamo spiegato che non si può uscire perché fuori ci sono tante persone che hanno la febbre. Lui ha capito, è sereno, e la mattina, quando mi vede uscire mi raccomanda: papà, non prendere la febbre. Paola, maestra esperta del metodo Montessori, basato sulla curiosità del bambino, con lui è bravissima, gli fa fare tanti lavoretti, l’altro giorno hanno realizzato un gatto di cartone. Importante far giocare i bambini, farli divertire con attività che stimolino fantasia e creatività. La televisione sì, ma non più di un cartone. Poi giocare, anche pasticciare e sporcarsi.
A proposito del suo lavoro, in molti penitenziari ci sono state rivolte per la sospensione delle visite a causa dell’emergenza Covid-19 nel Paese. A Castrogno com’è andata?
Subito dopo la sospensione dei colloqui c’è stata qualche piccola manifestazione di protesta, ma pacifica. Nessuna violenza, nessuno si è fatto male, nulla è stato rotto. Quando i detenuti hanno compreso la gravità della situazione tutto si è placato. Anzi, hanno anche scritto lettere per manifestare vicinanza all’ospedale. C’è stato senso di responsabilità dei detenuti e professionalità del personale del penitenziario. Per alleviare la lontananza dai familiari abbiamo aumentato le telefonate e in brevissimo tempo allestito in sala colloqui sei postazioni skype dove ogni detenuto può parlare con i familiari e vederli. Le postazioni sono aperte dalla mattina al pomeriggio. La popolazione del carcere ha apprezzato moltissimo lo sforzo e ci ha ringraziato.
È cambiata la routine familiare? Riuscite a lavorare ai libri che scrivete insieme?
All’inizio c’è stato qualche giorno di spaesamento, poi però abbiamo recuperato una routine quotidiana di vita. Paola, maestra elementare di sostegno alla Savini-San Giuseppe, sta facendo didattica a distanza e riunioni via skype. Inoltre ci siamo imposti di scrivere regolarmente, che fa anche bene perché diventa un rifugio dall’ansia. Stiamo procedendo col nuovo libro per ragazzi, scriviamo tutti i giorni e questa routine ci tranquillizza.
La vostra attività di scrittori per ragazzi è intensissima. A cosa state lavorando?
Fortunatamente “non arriviamo”! Abbiamo 6-7 libri in uscita. Il 30 gennaio Solferino ha pubblicato “Il giovane samurai”, ad aprile per la collana Grandissimi di Einaudi uscirà “Il faraone Ramses”. Stiamo scrivendo una serie di libri di avventura e spionaggio per ragazzi per la collana Lab – Lega anti bulli della casa editrice romana Lapis. Abbiamo un contratto per quattro libri, due a maggio e due a settembre. E ci siamo cimentati nella sceneggiatura di cartoni animati, scrivendo due puntate per la nuova serie di Topo Gigio in onda a settembre su Rai Yo-Yo. Da solo ho scritto per la teramana Lisciani il thriller per ragazzi “La notte del Medusa”.
Il suo nerissimo thriller per adulti “La settima lapide”, edito due anni fa da DeaPlaneta, è uscito in Spagna, Sudamerica, Giappone. È previsto un seguito?
Il 9 giugno dovrebbe uscire anche in Germania, Covid permettendo. Sto scrivendo un nuovo thriller, ma è una storia autonoma, anche se sempre ambientata a Napoli. Una saga familiare all’interno di un clan criminale. Una storia corale con molti personaggi le cui vicende s’intrecciano.
Siete presenti sui social con delle letture?
Una domenica mattina abbiamo fatto insieme al bambino una lettura sulla nostra pagina facebook della sua storia preferita, il Gruffalò. È piaciuta tantissimo. Io e Paola faremo una lettura del “Giovane samurai”. Le tante librerie con cui collaboriamo ci hanno chiesto di fare letture insieme per i loro profili, e così anche l’agenzia Bot, Book on a tree, che accoglie i maggiori scrittori italiani di libri per ragazzi.
Resta tempo per leggere e vedere film? E che libro consiglia?
La sera guardiamo qualche serie tv, ma fondamentalmente leggiamo. Io l’ultimo Stephen King “L’istituto” (Sperling & Kupfer), Paola “L’incubo di Hill House” (Adelphi) di Shirley Jackson. Un consiglio? “I pilastri della terra” (Mondadori) di Ken Follet, lungo e appassionante, ideale per la quarantena.
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