Se il micione di casa fa le fusa solletica la vena dello scrittore

Una tigre in salotto, un animale dall'anima cosmica, il parente più stretto della Luna. Con tante immagini, tutte vere e nessuna definitiva, viene festeggiato il gatto. Una festa nazionale quella che...
Una tigre in salotto, un animale dall'anima cosmica, il parente più stretto della Luna. Con tante immagini, tutte vere e nessuna definitiva, viene festeggiato il gatto. Una festa nazionale quella che si è celebrata meroledì scorso per ricordare i poteri benefici e misteriosi a cui sono state dedicate tante pagine della letteratura. “Gatti. I racconti più belli” (a cura di Christian Delorenzo, ed. Et Biblioteca, pagg. 324, euro 17) sono stati scritti da autori di paesi ed epoche diverse da Roald Dahl a Luigi Pirandello e da Conan Doyle a Charles Perrault.
Così i nostri amici felini non solo non perdono occasione per accoccolarsi sopra i libri ma ci finiscono anche dentro. Come l'inquietante gatto melomane di Roald Dahl che ogni volta che sente suonare Liszt muove i baffi e corre a sedersi allo sgabello accanto alla persona che suona. Ma ci sono anche i felini antropofagi di Murakami Haruki che è meglio non incontrare e il randagio dalle orecchie lacere e segnate dalle cicatrici per le lotte sostenute di Doris Lessing o il ribelle quattro zampe di Patricia Highsmith.
Sensuali, misteriosi, inquietanti, affettuosi e solitari, di strada, di casa, da brivido, i gatti vengono esplorati da tanti punti di vista in una galleria di ritratti imperdibili per chi ama questi felini. E il piacere sta poi nell'accorgersi che, nonostante i suoi percorsi mentali restino alieni, troviamo indiscutibili momenti di comunicazione con i gatti.