Se il micione di casa fa le fusa solletica la vena dello scrittore

22 Febbraio 2016

Una tigre in salotto, un animale dall'anima cosmica, il parente più stretto della Luna. Con tante immagini, tutte vere e nessuna definitiva, viene festeggiato il gatto. Una festa nazionale quella che...

Una tigre in salotto, un animale dall'anima cosmica, il parente più stretto della Luna. Con tante immagini, tutte vere e nessuna definitiva, viene festeggiato il gatto. Una festa nazionale quella che si è celebrata meroledì scorso per ricordare i poteri benefici e misteriosi a cui sono state dedicate tante pagine della letteratura. “Gatti. I racconti più belli” (a cura di Christian Delorenzo, ed. Et Biblioteca, pagg. 324, euro 17) sono stati scritti da autori di paesi ed epoche diverse da Roald Dahl a Luigi Pirandello e da Conan Doyle a Charles Perrault.

Così i nostri amici felini non solo non perdono occasione per accoccolarsi sopra i libri ma ci finiscono anche dentro. Come l'inquietante gatto melomane di Roald Dahl che ogni volta che sente suonare Liszt muove i baffi e corre a sedersi allo sgabello accanto alla persona che suona. Ma ci sono anche i felini antropofagi di Murakami Haruki che è meglio non incontrare e il randagio dalle orecchie lacere e segnate dalle cicatrici per le lotte sostenute di Doris Lessing o il ribelle quattro zampe di Patricia Highsmith.

Sensuali, misteriosi, inquietanti, affettuosi e solitari, di strada, di casa, da brivido, i gatti vengono esplorati da tanti punti di vista in una galleria di ritratti imperdibili per chi ama questi felini. E il piacere sta poi nell'accorgersi che, nonostante i suoi percorsi mentali restino alieni, troviamo indiscutibili momenti di comunicazione con i gatti.