Set al Marrucino per il film sul dramma

9 Maggio 2021

Oggi sul web “In cerca di”, di Iezzi, che parte dalla zuffa del debutto

CHIETI. Oggi sono cento anni dalla prima rappresentazione dei “Sei personaggi in cerca di autore” di Luigi Pirandello. Il dramma più famoso del Premio Nobel, del quale il 10 dicembre cadrà l’85° anniversario della morte, debuttò tra le contestazione al teatro Valle di Roma il 9 maggio 1921 nell’allestimento della compagnia Niccodemi.
Per rendere un tributo al centenario del capolavoro l’associazione culturale “Le tre melarance” di Chieti presenta il cortometraggio “In cerca di”, realizzato nel teatro Marrucino, patrocinio onorario del Centro nazionale di studi pirandelliani. Il corto sarà visibile gratuitamente da oggi sulle pagine Fb (Le tre Melarance) e Instagram (m3larance) del sodalizio. Adattamento e regia di Riccardo Iezzi, anche interprete con Mirko Amicone, Francesca De Liberato, Francesca Di Salvatore, Maria Cristina Stumpo, Chiara Zappacosta. «Manicomio! Manicomio!» urlarono molti spettatori alla prima dei “Sei personaggi”, forse disorientati anche dal dispositivo metateatrale che esplorava i vari livelli di illusione e realtà, costante del teatro pirandelliano. «Un fiasco vero e proprio» sottolinea Iezzi nelle note di regia del cortometraggio «All’uscita-artisti del Valle il “Comitato di difesa del signor Pirandello” è schierato in protezione del drammaturgo che fugge da un gruppo che l’aspetta per picchiarlo. Lui e la figlia riescono a scappare in una carrozza, dal cui interno sentono le urla e il rumore delle monetine che il gruppo lancia contro di loro. Da questa atmosfera aggressiva e turbolenta prende avvio il nostro cortometraggio». Nel film breve i personaggi del dramma sono ridotti a un ricordo sbiadito, spiega Iezzi, «ci sono, ma fanno di tutto per negarsi, per cercare di nascondersi, di prendere altre sembianze. Il teatro che li ospita è vuoto, non c’è nessuna compagnia che sta provando. Vagano sperduti alla ricerca di qualcosa: un ricordo, una vecchia canzone, un sorriso dimenticato. Sono soli, però; è impossibile raccontare a qualcuno la loro storia di personaggi. Sparute, ovattate, malinconiche le loro voci risuonano in maniera stonata su un palco deserto. Sembrano interrogarsi tra loro. Più che in cerca d’autore sembrano in cerca di pubblico. Hanno la necessità di narrare la loro storia, di esistere per uno spettatore».