“Shakespeare in Burlesque”, la danza di Di Quilio

L’attrice teatina stella del genere domani sul palco con Angiolillo per Teatriamoci: tre appuntamenti al Marina di Pescara
PESCARA. Sarà “Shakespeare in Burlesque” ad aprire domani Teatriamoci, la mini rassegna curata dall’attore abruzzese Federico Perrotta (per Uao Spettacoli), nell’ambito di Estatica. Teatriamoci animerà l’arena del porto turistico Marina di Pescara con tre appuntamenti.
Protagonista della serata inaugurale, con inizio previsto alle ore 21, l’attrice teatina e stella del burlesque Giulia Di Quilio, affiancata da Antonello Angiolillo, anche li di Chieti. La drammaturgia dello spettacolo è di Valdo Gamberutti, mentre le musiche sono a cura di Leonardo Ceccarelli. Costumi di Adriano Londei, spazio scenico e luci di Umberto Fiore. Quello portato in scena sarà uno Shakespeare insolito, irriverente e trasgressivo. Lo spettacolo parte, infatti, da un quesito: cosa c’entra il celeberrimo drammaturgo inglese con il Burlesque? «Molto più di quello che si potrebbe pensare» la risposta. Come recitano le note di presentazione, infatti, «il termine stesso conosce la sua prima fortuna nell’Ottocento, proprio sotto il segno di Shakespeare». I teatri minori, infatti, che non erano autorizzati a rappresentarne le opere, aggirarono il divieto trasformando i capolavori del Bardo in «parodie satiriche con ampio uso di musiche, danze e rime sbeffeggianti. Nasce, allora, un vero e proprio genere in cui il verbo alto del “Teatro con la T maiuscola” viene desacralizzato, ribaltato, “abbassato”, e il corpo, via via, assume un ruolo da protagonista attraverso pantomime, balli allegorici, travestimenti, giochi sull’ambiguità sessuale». È l’anticamera «concreta e ideale» del Burlesque. Giulia Di Quilio gioca con le eroine shakespeariane «nello stile di una “rivista da camera”, mettendole al centro di brevi monologhi, intermezzi cantanti e vere e proprie performance». Tra le protagoniste di questo viaggio, spiega la Di Quilio, «incontriamo una Cleopatra che preferisce il serpente al “suo” Antonio, una Lady Macbeth in versione “dominatrix”, un Amleto in gonnella che amoreggia con il proverbiale teschio, una Lady Anna in versione “vedova allegra”, una Giulietta stufa di stare sul balcone e una Desdemona che neutralizza la gelosia di Otello proponendogli un ménage à trois. Ogni “eroina” corrisponde, così, a una o più sfaccettature del femminile e a un diverso approccio al sesso e alla fisicità». Una chiave di lettura quanto mai attuale – si legge ancora nella presentazione – in uno spettacolo che, con ironia, finge «di parlare di ieri per smascherare l’oggi»: un «effetto speciale che il cosiddetto teatro leggero è sempre riuscito a realizzare». La rassegna proseguirà il 12 agosto con il comico romano Dado, che porterà sul palco del Marina di Pescara “Non Vedo, Non Sento e Straparlo”. In chiusura, il 24 agosto, ci saranno Pino Ammendola, Federico Perrotta e Valentina Olla con “Il diritto alla Felicità” prodotto da Imago Film (appuntamento patrocinato dall’Unicef).
«Tre appuntamenti, tre diverse realtà. Quest’anno abbiamo deciso di diversificare l’offerta per accontentare un pubblico più ampio» commenta Perrotta. «Con l’ultimo appuntamento abbattiamo le barriere della diversità e portiamo sul palco di Estatica un vero contrasto alla discriminazione».