Signori: Abruzzo in Bolla è una grande occasione per il futuro del perlage

6 Settembre 2024

L’ideatore della manifestazione del 13 settembre racconta: «All’Aquila scopriremo spumanti autoctoni emergenti»  

L’AQUILA . Ventisei cantine per una sessantina di referenze, 3 masterclass, 4 talk, cooking show, cocktail e musica venerdì 13 settembre sotto il colonnato di Palazzo dell’Emiciclo e nell’elegante tensostruttura che sarà allestita nel piazzale antistante, dalle 10.30 alle 23, insieme ai banchi d’assaggio aperti per l’intera giornata. A L’Aquila Capitale della cultura 2026 arriva Abruzzo in Bolla (d’ora in avanti AiB), 2ª edizione del format interamente dedicato all’Abruzzo più effervescente, gli spumanti, dalle microproduzioni ai colossi della cooperazione, da chi spumantizza da decenni a chi lo fa solo da poche stagioni, dal metodo classico a quello charmat. Un evento targato Virtù Quotidiane, testata di riferimento del settore enogastronomico, col patrocinio del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo e di L’Aquila Capitale della cultura 2026, e il sostegno del Gal Gran Sasso-Velino. Un fitto programma animerà l’intera giornata a cui si potrà partecipare con un ticket d’ingresso comprensivo anche delle degustazioni food a cura dell’Urca ; oppure un ticket serale per la semplice degustazione al calice con musica live. Con il giornalista aquilano Marco Signori, classe 1986, ideatore e primus motore di AiB nonché direttore del quotidiano online Virtù Quotidiane, presentiamo l’appuntamento.
Cosa rende speciale Abruzzo in Bolla rispetto alle innumerevoli rassegne sul vino che proliferano in particolar modo d'estate?
AiB è un progetto di comunicazione/educazione dal carattere unico per il grande pubblico che ama il perlage: un focus esclusivo sul mondo spumantistico abruzzese che in Italia mancava. Le bollicine in generale rappresentano l’unico segmento che regge il mercato del vino grazie al Prosecco ma anche a tanto altro che inizia ad affacciarsi, la grande riscoperta degli autoctoni lo dimostra oltre ai nuovi, estremi e controversi metodi di affinamento che proveremo a capire se fanno davvero la differenza.
Quest’anno cantine raddoppiate, temi emergenti e interventi illustri anche da Alta Langa e Conegliano. AiB diventa un appuntamento fisso a L’Aquila?
È ciò a cui puntiamo, attirare l’attenzione della stampa nazionale di settore e comunicare che il mondo spumantistico italiano ha un appuntamento annuale a L’Aquila dove fare lo stato dell’arte. Devo ringraziare il giornalista e critico enogastronomico Antonio Paolini per averci fatto fare questo salto di qualità, non è scontato contare su interventi autorevoli da centinaia di chilometri di distanza. Devo dire che l’appeal dell’Aquila Capitale della cultura 2026 ha giocato a nostro favore, il desiderio di rinascita della città del terremoto è un argomento che fa presa. L’exploit di AiB sarebbe tra le grandi idee per L’Aquila 2026.
Un evento completamente privato pagato dalle aziende e da sponsor privati tra cui aziende leader, con patrocini importanti ma a titolo gratuito. Come riuscite a far quadrare i conti?
Il bilancio alla fine è zero, la strategia però vincente. Gran parte della forza è la nostra: il nostro giornale, i video, le interviste online, anche volantinaggio tradizionale, tutto fatto in casa, artigianale, nella nostra comfort zone, dove ho relazioni, so chi chiamare. Ci teniamo a crescere e diversificare, andiamo tanto in giro anche a spese nostre e non pensiamo solo a guadagnarci la giornata trascorsa. Lavorando con le giuste accortezze con tempi tecnici giusti e con pochi euro riusciamo a penetrare e quello che facciamo la gente lo sa, è da metà luglio che stiamo martellando con AiB. Abbiamo notato che da un anno all’altro è cambiato completamente l’approccio, mentre l’anno scorso sono stati veramente dei pazzi quei 12 imprenditori che ci hanno detto si a scatola chiusa, sulla fiducia, quest’anno anche chi ci ha detto di no ha riconosciuto la forza glamour della nostra manifestazione, ormai sanno che quando facciamo una cosa anche piccola la facciamo in maniera straripante. Il 13 settembre faremo la diretta dell'intera giornata, è una cosa che rimane e chi vorrà riascoltare gli interventi dei tecnici li avrà a disposizione su YouTube: non esiste altro evento che faccia qualcosa di simile.
Del passaggio ad Abruzzo in Bolla che traccia rimane (occasioni di business) per le aziende partecipanti?
Noi gli diamo la piazza poi molto dipende da come le aziende si muovono, quelle che sono presenti solo con un sommelier e magari non battono chiodo e quelle che hanno un commerciale sveglio che entra in relazione con un pubblico targettizzato, di nicchia, tra cui molti ristoratori. Per esempio tante aziende di vino che a L’Aquila non c'erano sono entrate grazie ad AiB.
Nell’anno appena trascorso non sono mancati i Fuori Abruzzo in Bolla sotto le feste, come si replica quest’anno?
Penso a un ritorno di AiB sulla neve a gennaio, sui campi da sci di Ovindoli o Campo Felice, vedremo. L’Aquila è un mercato di periferia dei romani d’estate e anche d'inverno.