Simone Cocciglia, un aquilano nel nome di Mia Martini

17 Ottobre 2017

Il cantautore vince il premio per i giovani intitolato alla grande interprete «Prima di comporre le mie canzoni prendo appunti e li condivido sui social»

L’AQUILA. «È che non sono abituato a vincere. Sabato invece è successa una cosa straordinaria: ho vinto il premio Mia Martini: con le mie parole, con la mia musica. Un'emozione dentro smisurata».
No, non lo contieni uno come Simone Cocciglia, un ragazzone di 188 centimetri per 79 chili di puro talento. Specie adesso che ha inciso il suo nome nel palmares del concorso internazionale per talenti emergenti. La sua "Cercavo un senso" è risultata essere la canzone vincitrice della 23esima edizione, al termine della finale di Bagnara Calabra. Il brano inedito, che ha convinto la giuria guidata da Franco Fasano, anticipa l'uscita dell'album del cantautore aquilano prevista per la primavera 2018. Al secondo e terzo posto nel concorso dedicato all'artista calabrese si sono piazzati Porthos con "Fermo" e Domenica Calabrò con "Dannata regressione". L'evento canoro è stato condotto anche quest'anno da Veronica Maya assieme a Savino Zaba e al comico di origine calabrese Franco Neri. Emozioni forti con Federica Carta, di "Amici" che ha proposto "La nevicata del '56" accompagnata dal maestro Mario Rosini. A lei è stato assegnato il "Premio Mia Martini giovani". Riconoscimento alla carriera per i Ricchi e Poveri che hanno proposto alcuni dei loro principali successi, in una kermesse in cui ha partecipato anche un'altra voce aquilana: quella della giovanissima Antonella Scellini.
Due strofe per raccogliere il senso di una storia già finita e un ponte che conduce a un ritornello semplice e orecchiabile che ti rimane addosso. «Si è alla ricerca costante di un senso, delle cose che accadono, delle relazioni, specie quando restiamo delusi e scottati», spiega Cocciglia. Un'analisi postmoderna e in chiave pop dei nostri tempi.
Simone, c'è chi attribuisce parte del suo talento alle sue abilità come showman. quanto è d'accordo con questa affermazione?
Diciamo che mi piace portare sul palcoscenico tutto quello che rappresenta o ha rappresentato il mio percorso artistico. Sono appassionato di musica pop è vero e questo lo si capisce anche nelle mie scelte in fase di composizione, ma ho studiato canto lirico al Conservatorio per oltre tre anni e per molto tempo ho fatto danza hip hop.
Che effetto fa tornare dalla calabria con questo premio in tasca?
Beh, un'emozione unica. Le aspettative alla vigilia erano buone ma, avendo sentito anche gli altri brani in gara, non pensavo di riuscire a farcela. Ci tengo a ringraziare chi mi è stato vicino sin da subito, come Gioacchino D'Annibale di Radio L'Aquila 1 che ha seguito i miei passi sin dalle fasi preliminari. Un successo a cui ha contribuito anche il videoclip girato a Campo Imperatore da Francesco Paolucci con la collaborazione di Francesco Colantoni. Voglio menzionare gli attori Manuel Amicucci e Gemma Maria La Cecilia ma anche il corpo di ballo diretto da Alessio Colella che vede in scena anche Valerio Mastracci, Konrad Kuza, Federico Cecala, Alessia Neri, Eleonora Coscieme, Giorgia Brandi, Luisa Vivio, Claudia Nappo, Matilde Bruno, Delia Di Paolo e Valentina Marulli.
Un corpo di ballo che la segue talvolta anche nelle esibizioni live, come nel caso del suo singolo “Pozzanghera”.
Parliamo di una canzone a cui sono legato, anche perché ho avuto la fortuna di cantarla in contesti parecchio assortiti, come quella volta al Mapei Stadium, in occasione del match di Serie A, Sassuolo-Sampdoria. Un’emozione unica che mi permette di far conoscere la mia musica davanti a un pubblico importante e diverso rispetto a quelli che assistono normalmente ai miei show.
Lei è seguitissimo sui social sui quali condivide versi, pezzi di canzoni e fotografie. in un momento in cui tutti noi usiamo strumenti come facebook come ritratti di dorian gray al contrario, ostentando virtù e nascondendo difetti, come riesce a condividere messaggi genuini e credibili?
Proprio cercando di esibire la parte più autentica di me e di quello che scrivo. Prima di comporre appunto parole su fogli di carta da cui poi, piano piano, le canzoni prendono forma. Mi piace condividere sui social parte di questi appunti, regalando alla mia rete di contatti delle piccole finestre sul mio mondo imperfetto.
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