Solenghi e Lopez in Abruzzo: «Il pubblico per noi è famiglia»

Il duo comico sarà sul palco di Teramo il 10 gennaio e su quello di Pescara il 24 «Dalla tv al teatro i personaggi cambiano, Tullio fa Mattarella, io Sgarbi furioso»
TERAMO. «La sensazione più esaltante del nostro ultimo spettacolo, “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, è stata avere di fronte a noi ogni sera non soltanto un pubblico empatico e festoso, ma una sorta di famiglia allargata, dei veri e propri parenti che hanno condiviso alcuni momenti della nostra avventura scenica con frammenti della loro vita. Ecco perché abbiamo voluto ripartire proprio da qui, non a caso l’abbiamo battezzato “Dove eravamo rimasti”». Così Massimo Lopez e Tullio Solenghi, attori-autori molto amati dal pubblico, presentano il loro nuovo spettacolo, atteso per due date in Abruzzo, tappe di una trionfale tournée teatrale partita a novembre. “Dove eravamo rimasti” sarà il 10 gennaio al Comunale di Teramo, per la stagione di prosa della Società Primo Riccitelli; a Pescara sarà al Massimo il 24 gennaio, appuntamento organizzato da Alhena Entertainment e Elite Agency Group. Scritto da Lopez e Solenghi con Giorgio Cappozzo e prodotto da International Music and Arts, “Dove eravamo rimasti” vede sul palco il popolare duo accompagnato dalla Jazz Company di Gabriele Comeglio. Raggiunti telefonicamente un’ora prima dell’andata in scena al Manzoni di Milano, Lopez e Solenghi hanno risposto al volo ad alcune domande sullo spettacolo, che contiene un omaggio all’indimenticabile Anna Marchesini, per 12 anni con loro nell’irresistibile Trio. «In Dove eravamo rimasti proporremo numeri, sketch, brani musicali, contributi video, con alcuni picchi di comicità» spiegano i due artisti comici «Il filo conduttore sarà una chiacchierata tra amici, la famiglia allargata di cui sopra, che collegherà i vari momenti di spettacolo».
Che ruolo ha la musica nello show?
Lopez: «Come nei precedenti spettacoli la band del maestro Comeglio, ormai parenti acquisiti pure loro, sarà con noi sul palco, irrinunciabile “spalla”. Supportano le scene con momenti musicali legati al racconto. C’è il momento di Sinatra, per esempio, ma con un motivo ben preciso e così gli altri brani».
Com’è nata l’idea dello spettacolo? E quali i pezzi forti?
Solenghi: «L’idea era riallacciare i rapporti col nostro pubblico dopo l’interruzione forzata dovuta al Covid. Riprendiamo il nostro modulo narrativo, che poi è il nostro marchio di fabbrica, ma arricchito con ingredienti nuovi. Vogliamo che perduri e si rinnovi il rapporto col pubblico, ma con uno spettacolo nuovo, rinfrescato da nuovi elementi presi dalla quotidianità. C’è un duetto Mattarella-Bergoglio, Sgarbi/Lopez, il ricordo di Anna, la rivisitazione delle fiabe in chiave politically correct, l’affettuoso omaggio all’avanspettacolo, inseriti nella nostra collaudata dimensione dello show».
Chi fa il presidente Mattarella e chi papa Bergoglio?
Lopez: «Solenghi fa Mattarella e io Bergoglio. Li abbiamo già interpretati in tv. Ma quando si portano in teatro ci sono ovviamente dei cambiamenti, sono personaggi diversi e nuovi».
Lei, Lopez, è anche Sgarbi in una lectio magistralis.
«Ho da poco maturato questo personaggio, che ho già accennato da Fazio, a “Che tempo che fa”. Una lezione d’arte che diventerà sciagurata, con uno Sgarbi abbastanza furioso».
Una lunga tournée, 16 piazze, 33 repliche. Come si affronta un tale impegno?
Lopez: «Con spirito positivo, con grande voglia di iniziare la tournée e rincontrare l’affetto di persone che davvero ci sembrano dei parenti, che ci aspettano fuori dal camerino a fine spettacolo. Siamo felici e entusiasti, e sempre motivati».
L’ultimo dell’anno sarete in scena?
Solenghi: «Il 31 saremo ancora qui al Manzoni con due spettacoli, il secondo collocato in un orario speciale per poter brindare col pubblico all’anno nuovo».
Quale l’augurio da condividere?
Solenghi: «Pleonastico sottolineare che sarà l’augurio che si possa garantire un ritorno alla pace e in tutte le zone in guerra, sempre tante purtroppo».