Solfrizzi è Argante, “Il malato immaginario”

23 Marzo 2023

Al Comunale di Atri l’ultima commedia di Molière. L’attore, noto per cinema e televisione, è il protagonista esilarante

ATRI. Un classico teatrale, la commedia di Molière “Il malato immaginario” con Emilio Solfrizzi nei panni di Argante, è la quinta proposta della stagione di prosa di Atri, allestita dal Comune con la direzione dell’autore e attore Pino Strabioli. Appuntamento domani, venerdì 24 marzo, alle 21 nel teatro Comunale.
Con Solfrizzi, attore amato dal pubblico cinematografico e televisivo, in scena Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Sergio Basile, Viviana Altieri, Cristiano Dessì, Pietro Casella, Cecilia D’Amico, con la partecipazione di Rosario Coppolino. Adattamento e regia Guglielmo Ferro, i costumi sono firmati da Santuzza Calì. Scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace. Questa produzione del “Malato immaginario", targata Compagnia Molière e La Contrada Teatro Stabile di Trieste, è nata per i 400 anni della nascita del grande commediografo e attore francese Jean-Baptiste Poquelin (Parigi 1622-1673), presto noto come Molière.
“Le malade imaginaire” fu l’ultima commedia del geniale e prolifico autore, da lui stesso interpretata, come altre sue opere. Malato di tubercolosi, Molière ebbe un malore proprio mente recitava l’ipocondriaco Argante. Portò a termine la rappresentazione, ma morì la notte stessa, il 17 febbraio. Personaggio farsesco con sfumature ciniche e disilluse, Argante teme più il vivere che il morire, la malattia è una fuga dai problemi e prove che la vita pone. «La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio», precisa nelle note di regia Ferro «Ma Molière lo scrive per se stesso, un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e a volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene esaltata dall’esplosione di vita tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo. Molière, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce. Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui».
I due atti dell’allestimento (2 ore e 15 minuti, compreso intervallo) si svolgono a casa di Argante (Solfrizzi), che per garantirsi un medico gratis sempre presente vuol dare in sposa una delle sue figlie, Angelica (Altieri) a Tommaso Diaforetico (Casella), nipote del dottor Purgone (Basile), medico di Argante e lui stesso dottore. Ma Angelica è innamorata di Cleante e può contare sull’appoggio di Beraldo, fratello di Argante, e della serva Tonietta (Galantini). Intanto la seconda moglie di Argante, Belinda, è interessata solo all’eredità.