Solfrizzi, Scifoni e Ornella Muti per la stagione di prosa di Atri

18 Novembre 2022

ATRI. Beniamini del pubblico cinematografico e televisivo come Emilio Solfrizzi e Giovanni Scifoni, bellezze evergreen quali Ornella Muti, navigati professionisti delle scene come Blas Roca Rey ed...

ATRI. Beniamini del pubblico cinematografico e televisivo come Emilio Solfrizzi e Giovanni Scifoni, bellezze evergreen quali Ornella Muti, navigati professionisti delle scene come Blas Roca Rey ed Edy Angelillo. E, in doppia veste di direttore artistico e attore, l’eclettico Pino Strabioli. Con sette spettacoli in cartellone, privilegiando la commedia, parte il 7 dicembre la stagione di prosa 2022-23 del teatro Comunale di Atri, allestita dal Comune con la riconfermata direzione di Strabioli, il cui spettacolo “Sempre fiori mai un fioraio” concluderà la rassegna.
Sipario alle 21. Come consuetudine il primo spettacolo è in programma il 7 dicembre, a precedere la Notte dei Faugni, l’atavico rito rurale con le grandi fascine infuocate in processione per Atri. Apre “La ciliegina sulla torta”, con Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Debora Caprioglio e Adelmo Febo, regia Diego Ruiz. Un ragazzo presenta ai genitori la fidanzata più grande di lui, molto più grande. Secondo appuntamento a anno nuovo, il 6 gennaio, con “Una compagnia di pazzi” di Antonio Grosso, con Antonello Pascale, Francesco Nannarelli, Gaspare Di Stefano, Gioele Rotini, Natale Russo. In un manicomio in disarmo due infermieri fratelli si prendono cura degli ultimi tre ricoverati, mentre il direttore è privo umanità; un giorno uno dei pazienti scopre una cassaforte.
Venerdì 14 febbbraio la favola nera “Barbablù” di Costanza Di Quattro, regia firmata da Moni Ovadia, interprete del monologo Mario Incudine: il cattivo Barbablù si racconta in un delirio di lucida follia, rivelando la sua essenza di uomo, bambino ferito, amante frustrato, figlio non amato. “Il pittore di cadaveri” di Marc Borkowsky, regia Enrico Maria Lamanna, andrà in scena il 3 marzo, interpreti Ornella Muti, Fabrizio Nevola, Roberto Negri. L’artista Edward Vitavich, dipendente da alcol e farmaci, è in crisi artistica ed esistenziale quando un committente gli chiede di fare il ritratto alla moglie per eternarne la bellezza. Edward accetta, Teresa, la donna da ritrarre arriva in una cassa, senza vita. Emilio Solfrizzi è Argante, il 24 marzo, nella commedia di Molière “Il malato immaginario”: con lui Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Sergio Basile, adattamento e regia Guglielmo Ferro. Argante teme più il vivere che il morire, e rifugiarsi nella malattia è una fuga da prove che la vita pone. Sabato 1° aprile “Santo Piacere (Dio è contento quando godo)” di e con Giovanni Scifoni e con la danzatrice Anissa Bertacchini, regia Vincenzo Incenzo. Amato dalla platea tv per il ruolo del neuropsichiatra Enrico Sandri nelle serie Rai 1 “Doc – Nelle tue mani”, Scifoni con la sua irresistibile comicità fatta di tanti personaggi e storie cerca di mettere d’accordo piacere e santità. Pino Strabioli e Marcello Fiorini chiudono la stagione, il 22 aprile, con “Sempre fiori mai un fioraio”, omaggio al grande Paolo Poli tratto dall’omonimo libro del 2013 dell’irriverente e coltissimo attore e commediografo scritto proprio con Strabioli, elegante e dissacrante cavalcata tra spettacolo, quotidianità, letteratura, arte, poesia e storia del Novecento.