Sorrentino: un film su Berlusconi perché è un archetipo italiano

23 Maggio 2017

CANNES. «Perché un film su Berlusconi? Perché sono italiano e voglio fare film sugli italiani. Berlusconi è un archetipo dell'italianità e attraverso lui puoi raccontare gli italiani», dice Paolo...

CANNES. «Perché un film su Berlusconi? Perché sono italiano e voglio fare film sugli italiani. Berlusconi è un archetipo dell'italianità e attraverso lui puoi raccontare gli italiani», dice Paolo Sorrentino confermando il suo prossimo film, con Toni Servillo protagonista e riprese a Roma. Il membro della giuria di Cannes, presieduta da Pedro Almodovar, è stato intervistato dal festival. Il regista, che a Cannes aveva portato “Il Divo” (Premio della giuria nel 2008), “This must be the place” con Sean Penn nel 2011, “La Grande Bellezza” uscito a mani vuote nel 2013 e “Youth” nel 2015, è tenuto al riserbo del suo ruolo di giurato, ma non sull'atmosfera che si è creata né sull'esperienza. «Dentro la giuria le relazioni sono fantastiche, c'è un grande rispetto reciproco, abbiamo tutti noi personalità molto forti, ma anche un grande senso di democrazia. Almodovar, che prende molto sul serio il destino dei film e dei registi che li hanno realizzati, richiede attenzione ai giurati, ci invita ad essere responsabili e attenti e franchi nei confronti dei film che stiamo vedendo», dice. Parlando del suo rapporto con gli attori, con Toni Servillo in particolare, suo affezionato interprete, dice: «Ho un rapporto giocoso, leggero, soprattutto con Toni, cerco sul set di creare un ambiente sereno, lavorando con leggerezza e certamente ironia e senso dell'umorismo». A un film su Napoli, racconta, «penso davvero da tantissimo tempo, ma non è ancora arrivato il momento di parlarne. Napoli è una città che appartiene alle mie emozioni, la presenterò aperta al mare, racconterò la sua grande vitalità. Roma, dove vivo, è una città più dormiente dove la gente si lascia vivere, mentre i napoletani si reinventano quotidianamente. Ogni giorno decidono che vita intraprendere e Napoli la voglio raccontare così».
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