Stefania e Luce dopo la paura L’Aquila a Tutto su mia madre

Parte stasera il nuovo docu-reality di Rai 3: racconti di trenta donne e trenta figli Mercoledì (3ª puntata) la mamma e la bimba della foto simbolo del sisma 2009
L’AQUILA. Salpa stasera su Rai Tre, per andare in onda poi dal lunedì al venerdì sempre alle 20.25, un programma che racconta storie che vanno alla radice della vita e che non a caso prende in prestito il titolo del film forse più completo e arduo di Pedro Almodovar: “Tutto su mia madre”, pluripremiato straordinario manifesto di fantasia, dolcezza, soprattutto umanità. A sua volta il cineasta spagnolo aveva scelto di rifarsi con il nome a un altro capolavoro della cinematografia mondiale, quel “All About Eve” (tradotto in Italia “Eva contro Eva”) di Joseph Mankiewicz che con altrettanta forza indaga il sommerso ricco e generoso del femminile.
Il sottotitolo del nuovo docu-reality prodotto da Stand By Me traccia la rotta: “Storie ordinarie e straordinarie di madri italiane”, un racconto che restituisce uno e mille ritratti emozionanti e sorprendenti di quella che è da sempre la figura fondamentale nella vita di ciascuno e la spina dorsale su cui si regge la nostra società: la madre. Ma non solo: offre anche una riflessione sulla condizione femminile nel nostro Paese, su come sia cambiato il ruolo delle donne, su quanti passi avanti siano stati fatti verso la parità di genere e quanto ancora ci sia da fare. E tra questi piccoli grandi pezzi di esistenze c’è quello delle mamma e figlia aquilane Stefania e Sara Luce (in onda mercoledì 16 settembre). La loro foto ha fatto il giro del mondo: subito dopo la notte del terremoto del 6 aprile 2009 dell’Aquila, Stefania viene ritratta in una tenda, con il volto ferito e lo sguardo perso seduta, accanto alla brandina su cui sua figlia Sara Luce, che all’epoca aveva sette anni, dorme finalmente tranquilla. Con una mano la tocca, protegge, accarezza. Entrambe hanno visibili i cerotti e i lividi. Quella foto, a distanza di dieci anni, è simbolo di resistenza e rinascita: dopo tante peripezie legate alla sfera privata, mamma e figlia guardano con fiducia e ottimismo al futuro. Sara è stata scelta anche come Dama della Perdonanza a L’Aquila. Le due donne si racconteranno oltre le macerie lasciate dal sisma, svelando le cicatrici nell’anima e la forza servita per rinascere alla normalità. Scoprendosi e rivelandosi anche l’una all’altra, la più adulta alla più giovane.
Protagoniste delle trenta puntate trenta donne dunque, di età, storie, provenienze, caratteri ed estrazioni sociali differenti. Ex sportive, attiviste, imprenditrici, casalinghe, donne scampate alla persecuzione nazista o che hanno dovuto affrontare gravi problemi di salute del proprio figlio.
Ognuna di loro, dalla prima donna laureata in Ingegneria Aeronautica alla pescatrice di Procida che si divide tra barca e famiglia, custodisce una vita di gioie e di sacrifici. E sono proprio loro, i figli, a scoprire la vita sorprendente, passata e presente, delle madri. Momento clou di ogni puntata un “faccia a faccia” parlandosi a cuore aperto. Nella prima settimana si parlerà di Vania e Maria Giulia da Bologna, in onda questa sera. Vania è figlia di una militante del Pci, femminista convinta e sessantottina, che però si dimostra molto apprensiva e protettiva nei confronti della figlia, Maria Giulia. Domani, 15 settembre, è la volta di Paola e Roberta di Roma. Paola è felicemente sposata e ha due figli. Dedica tutta sé stessa, facendo rinunce e sacrifici, a quella che crede sia una famiglia modello, fino a quando non scopre i tradimenti del marito. Non rivela nulla ai figli, ma vive anni difficili, in cui arriva a pensare anche al suicidio. Tiene un diario segreto sul quale annota tutto e sua figlia Roberta, un giorno, lo trova e scopre il segreto che la madre aveva tenuto nascosto a tutti. E ancora, Pasqualina e Rosanna di Caserta – giovedì 17 – dove hanno uno dei locali più rinomati della Campania, grazie alla figlia Rosanna, chef, che ha conquistato una stella Michelin; infine Lucia e Bend di Taranto, in onda venerdì 18. Lei, donna single di cinquanta anni, Lucia è una donna single di 50 anni che ha sempre lavorato e al tempo stesso si è goduta la vita, tra viaggi e vita sociale. Ad un certo punto decide di iniziare a fare volontariato per un’associazione che si occupa di bambini migranti appena sbarcati a Taranto, diventandone in seguito responsabile. È qui che conosce Bend, ventenne camerunense. Lui è sdraiato a terra con un asciugamano sulla testa. Lucia gli chiede se vuole dell’acqua e gli tiene la mano. Qualche tempo dopo questo incontro, lui le chiederà di essere sua madre. È così che entrambi intraprendono questo percorso insieme.