Stop alle polemiche da stasera all’Ariston parlerà la musica

5 Febbraio 2019

Subito tutti i 24 big sul palco, tra gli ospiti spunta Cocciante apre Bocelli, Ligabue star di venerdì, chiude Ramazzotti

Tutti subito sul palco: i 24 artisti in gara al 69° Festival di Sanremo si esibiscono stasera nella prima serata, che schiera come superospiti Andrea e Matteo Bocelli, Giorgia, Claudio Santamaria.
Stop alle polemiche. Intanto quella di ieri è stata una vigilia di pacificazione e prove. «Non sarà un festival politico», ma «si baserà sulle canzoni». Acqua sul fuoco delle polemiche: sembra questo il leitmotiv a Sanremo. Se il «dirottatore artistico» Claudio Baglioni assicura che «nella parte dell’intrattenimento vincerà la leggerezza», la direttrice di Rai1 Teresa De Santis anticipa le domande della stampa e affronta subito il nodo del presunto conflitto di interessi del cantante: «La nostra produzione musicale e culturale vive anche di contiguità», anzi spesso ne deve «fare tesoro: attraverso rapporti amicali si possono ottenere artisti che altrimenti non si sarebbero avuti». Questo non vuol dire inficiare la qualità, aggiunge citando l'esempio del Live Aid, anche perché Baglioni ha «una coscienza molto forte» e «non ha bisogno di chissà quali sovvenzioni o giochi di potere».
Il tapiro Fuori dell'Ariston un tapiro d'oro gigante attende la Rai, il festival e Baglioni: è il segno della presenza di Striscia la notizia, che da giorni cavalca la polemica sul presunto cerchio magico del direttore artistico e del suo manager, Ferdinando Salzano, alla cui scuderia fanno capo numerosi artisti in gara e ospiti, tra management e organizzazione dei live. In sala stampa, però, le rose rosse celebrano la pace tra Baglioni e De Santis («gli screzi non ci sono stati, siamo avviati verso una sempiterna amicizia», dice lei sgombrando il campo dai rumors sulle frizioni legate alla dichiarazioni del cantante in tema migranti) e l'azienda fa quadrato attorno al festival.
Le prove Qualche stecca, qualche problema tecnico, un po’ di emozione, incoscienza tra i debuttanti, la tranquillità dei veterani, tra look total black (o quasi) e tenute sportive. Sul palco dell'Ariston, arioso, con l’orchestra alle spalle dei cantanti e una platea mobile nelle prime file, è un lungo pomeriggio di prove a 24 ore dall'inizio del festival. A rompere il ghiaccio è Francesco Renga, con l’aplomb di chi il festival lo conosce bene, come il suo amico – stavolta in gara contro – Nek, che porta una sferzata di energia. Il Volo – l’abruzzese Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone – conquista un applauso convinto dalla platea, che conferma il buon posizionamento del trio nel panorama delle scommesse sui possibili vincitori.
Gli Zen Circus sono di grande impatto scenico: con la band arrivano 4 uomini vestiti di nero, che ricordano i black block, 2 con le bandiere e 2 con i tamburi. Come anche Daniele Silvestri e Rancore: seduti a due banchi di scuola gridano, convincenti, il disagio di un 16enne. E il rapper è una sorpresa: quando tocca a lui, diventa padrone della scena. Attirano l’attenzione in modo particolare Achille Lauro – con l’orchestra diretta dal maestro teramano Enrico Melozzi – in un inaspettato completo giacca e pantaloni bianchi e camicia nera – un po’ gangster, un po’ tamarro – che inchioda tutti con il suo brano ironico, Nino D'Angelo e Livio Cori, accoppiata azzeccata, e Arisa. Anche lei in bianco, si concede il vezzo di un’asta del microfono che si illumina di mille luci, in sintonia con il brano dalle sonorità stile Abba che fa muovere la testa a tempo alla sala. Ultimo, candidato alla vittoria, si nasconde dietro il suo pianoforte per lasciare spazio a una canzone intensa e intima. Irama, anche lui ben quotato, è supportato da un coro gospel, ma è costretto a ripetere: l’esecuzione non è perfetta e si nota. Anche Patty Pravo con Briga attira l'attenzione, ma non in bene: scoordinati, fuori tempo e Patty, elegantissima, se ne rende conto: «Una prova un po’ così..».
Lo charme di Paola Turci non delude, con la sua voce graffiante; Loredana Bertè stupisce per sobrietà, al netto dei consueti capelli blu: entra, prova, ringrazia e se ne va. Simone Cristicchi a teatro è a suo agio e si vede, sfrutta le scale che portano alla platea per sedersi e chiudere la canzone così. Gli Ex-Otago osano di più e scendono tra il pubblico ad abbracciare una ragazza tra le prime file. Pau dei Negrita gioca a fare il figo, i Boomdabash con il reggae fanno muovere il pubblico, Motta incanta con il suo brano dedicato a un’Italia che non riconosce. Enrico Nigiotti sembra all'Ariston per caso, ma la canzone afferma il contrario. Non lasciano troppo il segno, in termini di esecuzione, Ghemon, Anna Tatangelo, Federica Carta e Shade (anche se c'è da giurarci, il loro sarà successo radiofonico), così come Einar, che non riesce a replicare la prova a Sanremo Giovani. Mahmood, invece spinge sull'acceleratore e convince.
La mappa delle serate Stasera dunque le 24 canzoni saranno svelate e giudicate, dal televoto (40%), dalla giuria demoscopica (30%) e dai giornalisti della sala stampa (30%). Ospiti attesi Andrea Bocelli, nell'anniversario dei 25 anni dalla vittoria tra le Nuove Proposte con Il mare calmo della sera, in un ideale passaggio di testimone da padre a figlio, promessa della musica. Matteo, 20 anni, ha debuttato con il padre nel brano Fall on Me contenuta nell'album Sì. Anche Giorgia torna all'Ariston per festeggiare i 25 anni di E poi, il brano che segnò l'esordio tra i Giovani. Claudio Santamaria completa il “Quartetto Cetra»” con Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele. Torna a Sanremo anche Pierfrancesco Favino per un numero con Virginia.
Domani si esibiscono 12 degli artisti in gara, con le stesse modalità di voto. Tra gli ospiti Marco Mengoni con Tom Walker per duettare in Hola (I Say). Annunciato a sorpresa da Baglioni Riccardo Cocciante. Dopo il successo dell'anno scorso, il festival onora anche Michelle Hunziker protagonista di uno sketch con Bisio. Giovedì spazio agli altri 12 Big, con lo stesso meccanismo di voto. Superospiti Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Antonello Venditti. Al termine verrà stilata una classifica delle 24 canzoni in base alla media tra le percentuali di voto. Venerdì star Luciano Ligabue. Ci saranno anche Raf e Umberto Tozzi, nella serata dei duetti: i 24 artisti interpretano il brano in gara con amici e ospiti, da Tony Hadley a Jack Savoretti, Morgan, Cristina D'Avena, Syria, Irene Grandi. Il televoto pesa per il 50%, la sala stampa per il 30%, la giuria esperti per il 20%. Non vota la demoscopica. Sabato il vincitore: i 24 ripropongono il loro brano e a decidere è un mix tra televoto (50%), sala stampa (30%), esperti (20%). Attesi Eros Ramazzotti con Luis Fonsi ed Elisa. Si affacceranno Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, nel passaggio di testimone con Sanremo Giovani.
Claudio Bisio garbato. «Prometto di essere me stesso, con garbo». Bisio aspetta il colpo dello starter per lanciarsi all'Ariston, per la prima volta da conduttore, ma senza snaturarsi: «La mia storia la conoscete: ho recitato testi di Pennac, De André, Michele Serra». Certo, Sanremo vince su tutto: «La mia ultima esperienza in tv, il Saturday Night live, era fatta con il linguaggio degli stand up comedians, anche con il turpiloquio, che qui ovviamente non ci può essere», sottolinea. «Claudio mi ha chiamato in tempi non sospetti, sono contentissimo di essere qui. Non pensavo che fosse così Sanremo, eppure l'anno prossimo festeggio 40 anni di carriera». Risponde con una punta di stizza a chi gli chiede se toccherà temi politici nei suoi monologhi: «Non parlerò di migranti, ma neanche di Venezuela, di Bolsonaro, del nuovo esame di maturità o del buco dell'ozono. Forse farò qualche battuta sullo spostamento del polo magnetico della terra. La Juve? Non dirò nulla, lo giuro».
La quinta volta di Virginia All'Ariston è stata una godereccia Sabrina Ferilli, una crudele Carla Fracci, ha superato se stessa nei panni di una Donatella Versace mummificata dal lifting e di una Belen che ancheggia e trascina nel trolley il «paparazzo a mano». Ma è stata anche se stessa, stropicciando l'anno scorso il perfezionista Baglioni in una performance esplosiva. Virginia Raffaele è una certezza per Sanremo dove torna per la 5ª volta. «Quest'anno ci metto la faccia. Baglioni ha chiamato me, non Ornella, né le altre. Anche se i personaggi ormai sono parte di me, sono bipolare», scherza. E chissà che tra un acuto, un ballo e un pezzo recitato, le voci delle sue maschere non facciano capolino. «L'anno scorso Claudio mi ha voluto per 10 minuti, quest'anno per 25 ore, spero di essere all'altezza», dice . Se l'emozione «è quella della prima volta», una responsabilità in più è calarsi nella liturgia del festival».
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