Strega 2022, annunciati i dodici finalisti al Premio

L'8 giugno a Benevento la votazione della cinquina: un’edizione senza favoriti
ROMA. C’è anche un abruzzese nella dozzina del premio Strega 2022: si tratta di Claudio Piersanti, con Quel maledetto Vronskij, edito da Rizzoli. Nella selezione scelta dal Comitato direttivo del Premio, presieduto da Melania Mazzucco tra i ben settantaquattro libri (un super record) proposti dalla giuria degli Amici della domenica, entrano anche due titoli Einaudi. Sono Niente di vero di Veronica Raimo e Spatriati di Mario Desiati, entrambi con grandi chance di arrivare nella cinquina finale. Ma a dire il vero, nell'edizione che segna il ritorno in presenza del maggior riconoscimento letterario italiano, sembra che veri favoriti alla corsa non ci siano.
Ieri i dodici candidati erano tutti presenti all'annuncio della dozzina, nella Sala del Tempio di Adriano a Roma: cinque donne e sette uomini, con storie scritte o terminate per la maggior parte durante la pandemia. A cominciare dal teramano, Claudio Piersanti, autore di lungo corso «che andava a cena con Vasco Pratolini ed è legato a quella generazione, a quel mondo», come ha raccontato. Il suo Quel maledetto Vronskij è la storia di un tipografo milanese e sua moglie.
Tra le autrici c'è l'esordiente Jana Karsaiova, slovacca, che in Divorzio di velluto (Feltrinelli) presentato da Gad Lerner, racconta la storia di una coppia, lei slovacca e lui ceco, attraverso la divisione della Cecoslovacchia e la lunga transizione dal regime comunista alla democrazia. «Mi rendo conto che è un libro di attualità e non ne sono felice, ma è stato giusto scriverlo» ha spiegato la Karsaiova.
E se l'anno scorso dominava la figura materna, in questa edizione, come ha sottolineato Melania Mazzucco, «svariati autori si confrontano con i padri o con i nonni, spesso imbarazzanti, mediocri, anaffettivi, violenti, comunque ingombranti. In generale ricorre la crisi del maschio». Mondadori spera nella cinquina con Alessandra Carati e il suo E poi saremo salvi. Poi ci sono i medio piccoli editori indipendenti: L'Orma con Il cannocchiale del tenente Dumont di Marino Magliani e Minimum fax con Nina sull'argine di Veronica Galletta. Adelphi è il lista con Nova di Fabio Bacà; Bollati Boringhieri con Marco Amerighi e il suo Randagi, mentre per Baldini+Castoldi c’è Alessandro Bertante con Mordi e fuggi. Chiudono la dozzina Davide Orecchio con Storia aperta (Bompiani) e Daniela Ranieri con Stradario aggiornato di tutti i miei baci (Ponte alle Grazie).
Colpisce invece l’esclusione di candidati amati dalla critica come Vanni Santoni con La verità su tutto (Mondadori) e Carmine Abate, con Il cercatore di luce (Mondadori), dedicato alla vita del pittore Giovanni Segantini. Ma anche di Pietro Castellitto con Gli iperborei (Bompiani), candidato da Teresa Ciabatti, finalista Strega 2017 e 2021.
Ieri, 31 marzo, il linguista Tullio De Mauro avrebbe compiuto 90 anni: lo ha ricordato il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine. «Abbiamo deciso di ripubblicare e aggiornare il suo Tesoro della Lingua Italiana e abbiamo fatto un accordo con l'Accademia della Crusca, che ospiterà sul sito la versione web».
La votazione dei cinque in corsa per la vittoria si terrà l'8 giugno nel Teatro Romano a Benevento, mentre la cerimonia di proclamazione del vincitore sarà il 7 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma. l libri in gara concorreranno inoltre alla IX edizione del Premio Strega Giovani. A giugno partirà un tour che li vedrà ospiti di festival e manifestazioni in tutta Italia e nel centoventesimo anniversario della nascita di Maria Bellonci, la scrittrice e fondatrice del Premio Strega verrà ricordata con numerose iniziative editoriali tra cui, per Oscar Cult Mondadori, un'edizione ampliata di Lucrezia Borgia, con l'introduzione di Giulia Caminito e la riproposizione dell'Intervista impossibile a Lucrezia scritta dalla Bellonci nel 1974 per la Rai.