Strega, Scurati verso la vetta «Si scrive per la gloria»

3 Luglio 2019

Super favorito l’autore di “M. Il figlio del secolo” sulla vita di Benito Mussolini Domani a Villa Giulia a Roma la proclamazione del vincitore del premio letterario

Al suo terzo Premio Strega, dopo essere arrivato due volte secondo, nel 2009 per un solo voto e nel 2014 per cinque voti, Antonio Scurati questa volta dovrebbe trionfare al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Alla vigilia della votazione, domani, del più ambito premio letterario italiano, tutti i venti sembrano favorevoli alla vittoria del suo monumentale “M. il figlio del secolo” (Bompiani), primo di una trilogia in cui ricostruisce la vita di Mussolini, che domina la cinquina e ha scombinato le carte di un'edizione in cui a lungo è stato superfavorito Marco Missiroli con il suo “Fedeltà” (Einaudi). È data così tanto per certa la vittoria di Scurati che le previsioni e le combinazioni che si ipotizzano non riguardano più il duello con Missiroli ma ruotano tutte intorno a chi arriverà secondo tra l'autore di “Fedeltà” e Benedetta Cibrario. A meno che l'autrice de “Il rumore del mondo” (Mondadori) - in cui racconta il Risorgimento attraverso la storia di formazione di una ragazza inglese che arriva in Piemonte - non riservi un colpo di scena, come quello del secondo posto in cinquina, e arrivi lei in vetta. «Lo Strega è un onore e un senso di responsabilità per quello che farai dopo», dice la Cibrario, già vincitrice del Campiello con “Rossovermiglio”.
Mentre Missiroli, che ha già vinto il Premio Strega Giovani 2019 ed è stato penalizzato dalla presenza tra i cinque di un altro romanzo Einaudi, “Addio fantasmi” di Nadia Terranova, potrebbe arrivare addirittura terzo. «Sono zen. È il mio terzo Strega, sono vaccinato. La prima idea di “M” mi è venuta 5 anni fa. È un libro che ha già generato e restituito moltissimo e questo mi da serenità» dice lo scrittore da poco tornato dalle ultime tappe del lungo tour della cinquina 2019, agli Istituti Italiani di Cultura a Parigi e Lione. «Io non volevo concorrere a nessun premio ma alla fine mi ha persuaso l'idea che lo Strega avrebbe potuto fare di questo romanzo documentario il libro che entra nelle case di tutti quelli che leggono. Noi ci atteggiamo a cinici, guardiamo alle copie vendute, al successo ma nel profondo non lo siamo. Gli scrittori veri, sia che falliscano sia che riescano, quando scrivono lo fanno per la gloria. Come disse una volta Edoardo Albinati non ci sono molte occasioni di guadagnarsi la gloria, forse nessuna. Ma c'è l'illusione che il Premio Strega consegni alla posterità», sottolinea Scurati che ha appena compiuto 50 anni. Oltre 800 le pagine di “M” - di cui Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie - in cui Scurati entra «nella focale corta di Mussolini nell'istante in cui diveniva ciò che sarebbe stato. L'espediente che ho adottato per trovare il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente. Nulla è stato liberamente inventato. È un romanzo di invenzione non arbitraria dove ho deciso l'angolo visuale, il dettaglio. È un margine ristretto ma decisivo», dice. Anche Missiroli che in “Fedeltà”, di cui Netflix ha acquistato i diritti audiovisivi per realizzare una serie, mette in scena il confronto tra «una società moderna di infedeli e una vecchia di fedeli attraverso il malinteso di una coppia che genera un terremoto, non solo matrimoniale», in fondo è zen nel senso che non fa alcuna resistenza allo scenario che ha davanti. Piuttosto non ha finora ancora parlato di cosa significhi essere stato per un anno e oltre dato per superfavorito in un gioco perverso che lo ha danneggiato. “Fedeltà” «in fondo è un libro sull'eredità, sui nostri lasciti perché nessuno ci dice che la letteratura è iridescente. Un libro è ciò che uno legge. L'egocentrismo di questa epoca ci porta prima all'io che al noi ma l'importante è arrivare al noi», spiega Missiroli. «L'infedeltà non è solo quella dal punto di vista erotico ma esistenziale. Quanto siamo fedeli agli altri e ai noi stessi?». In questo scenario, il quarto e quinto posto se lo contenderanno Nadia Terranova e Claudia Durastanti con “La straniera” (La Nave di Teseo) già contente di essere arrivate fin qui in una cinquina in cui ci sono tre scrittrici, ha prevalso l'armonia e l'antica amicizia tra Scurati e Missiroli non è stata scalfita. La premiazione al Ninfeo, condotta da Pino Strabioli, in diretta dalle 23 su Rai3, sarà preceduta oggi dalla mostra al museo nazionale etrusco di Villa Giulia, dedicata ai libri in cinquina e al Premio Strega e dallo Strega Off al Monk di Roma con la cinquina protagonista di un'intervista semi-seria, dove il pubblico potrà votare il proprio favorito contribuendo al voto collettivo di Strega Off per eleggere il vincitore del 2019.
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