Sul crinale mozzafiato della catena del Velino

Si parte dai piani di Pezza proprio sopra Rocca di Mezzo
Immaginate di poter camminare su un lungo crinale all’altezza di duemila metri che separa due degli altopiani più belli d’Abruzzo. Immaginate di contemplare uno dei più bei panorami e di guardare l’imbocco delle valli, le strade, i paesi, di volare con i grifoni. Immaginate che ci sia la neve immacolata sotto i vostri piedi e il mare azzurro all’orizzonte. Fatto? Bene ora ci andiamo veramente in un posto così, nella catena montuosa del Velino.
Si parte dai piani di Pezza, proprio sopra Rocca di Mezzo. Si lascia l’automobile lungo la carrareccia principale, a quota 1454m, poco più avanti della cava sulla destra. Da qui si segue uno splendido sentiero in direzione Ovest, che attraversa la boscosa valle Ortica. Il sentiero si inerpica in direzione della lunghissima cresta montuosa che parte dal Monte Rotondo a Est e arriva al Rifugio Sebastiani sotto il Monte Costone. Noi ne percorreremo un tratto, con ciaspole nella valle e ramponi in cresta.
L’inizio del sentiero porta in una bella radura con splendide fioriture primaverili che dormono su uno strato bianchissimo di neve immacolata. Si entra nel bosco e si inizia a salire; voltandosi il panorama si apre sui piani di Pezza e il Sirente, splendido nella sua interezza. Si entra e si esce dal bosco per un paio di volte ed ogni volta è come ritrovarsi su un terrazzo di un attico altissimo: sulla nostra sinistra le montagne della Costa della Cerasa, il crinale delle punte Trento e Trieste, e laggiù, a Sud-Est, con le braccia distese, la bianchissima Majella.
Dopo circa 4 km (1,40 ore dalla partenza) si è fuori dal bosco e su di noi si intravvede la cresta da raggiungere. La neve è splendida e le ciaspole la solcano senza sforzo, si supera una dolina e siamo a 2000m. Con neve dura, per l’ultimo sforzo, occorre calzare i ramponi che poi ci permetteranno di camminare in sicurezza anche sulla lunga cresta. In circa mezz’ora finalmente siamo su (5 km circa dalla partenza) e possiamo fermarci per un po’ ad ammirare cosa abbiamo attorno e sotto i piedi.
L’affaccio sulla val Leona e del Puzzillo è semplicemente splendido, unico: la neve copre tutti gli avvallamenti, i dossi, e disegna le cime e i valichi. Poi più giù la piana di Campo Felice e seguendo la dorsale verso est, monte Rotondo e gli impianti sciistici. Davanti il sentiero ‘1B’ da percorrere finché ne avremo voglia, finché ci sarà luce. Si ergono davanti il Monte Costone e la timida ma inconfondibile piramide le Velino. E poi un’immensità di tutto. La Vena Stellante è l’unica di color grigio perché sulle sue magnifiche pareti rocciose strapiombanti la neve non può stratificarsi.
Proviamo ad arrivare fino alla prima elevazione: la cimata orientale di Pezza (2074m) e guardiamo giù la piana immensa che d’estate potremo raggiungere riscendendo per l’attigua valle Cerchiatella. Ma è tardi, si torna indietro ripercorrendo i nostri passi e poi giù a capofitto nella valle Ortica (5 ore totali)
Camminare sui 2000m è una sensazione che a descriverla già si perde e se la si afferra non si può che preparare lo zaino e partire.
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