Sul Morrone ventoso ad ammirare la Maiella

12 Settembre 2019

Sulla vetta del monte si arriva in 4 ore da Passo San Leonardo

Le montagne del Morrone sono un gruppo montuoso molto ricco da differenti punti di vista: storico, religioso, naturalistico ed escursionistico. La sua vetta più alta, il Monte Morrone, 2.061 m, è raggiungibile attraverso molti itinerari e noi oggi percorreremo quello più classico: da Passo San Leonardo (1.282 m), valico che si trova tra Majella e Morrone, per il sentiero Q3.
L’evidente sentiero parte dall’hotel Rifugio Celidonio, dietro la struttura, e risale un prato fino a immergersi nel bosco di faggi, vicino alle strutture degli impianti di risalita. Si prosegue comodamente a mezza costa nella fitta e fresca faggeta dove il sottobosco è tutto un brulicare di vita. A seconda della stagione possiamo trovare funghi, fiori, frutti tra cui fragoline e lamponi.
Camminando si incrociano altri sentieri e soprattutto radure che offrono colpi d’occhio sensazionali sulla Maiella ad Est. Dopo 4,5 km dalla partenza, oltrepassato l’imbocco della Rava dell’Inferno, si esce dal bosco e si approda in un pianoro verde e grande dove sorge il Rifugio Capoposto (sempre aperto con camino) con annesso stazzo: nella giusta stagione vi si trovano gli spinaci selvatici.
Il sentiero ora si inerpica dolcemente in un vallone costeggiato sulla destra da una elevazione detta “Le Mucchia” e approda su una bellissima conca: Iaccio della Madonna con omonimo rifugio e piccolo laghetto effimero. Non bisogna scendere nella conca, ma restare in quota sulla sinistra per raggiungere la vetta, che comincia a farsi vedere.
Da qui il sentiero diviene parte del Sentiero Italia e ci accompagnerà fino in cima. L’area sommitale è frequentata da lupi, volpi, cervi e caprioli ed è anche ricca di volatili: l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale e molti altri. Prima di affrontare l’ultima salita si passa per una cresta che si affaccia su Sulmona e la veduta è davvero bellissima.
Dopo circa 10 km e 4 ore dalla partenza si arriva in vetta, 2.061 m, isolata, rocciosa e ventosa. E ci sediamo per la guadagnata sosta a guardar la Maiella, lunghissima e severa, con le sue ripide rave, e i sassi sommitali bianchi e luccicanti sotto il sole. Verso nord la cresta del Morrone è ammaliante e si declina pian piano su diverse elevazioni secondarie tra cui il Colle dei Sambuchi, il Monte Rotondo che più in là, dopo le gole di Popoli, si fondono con la nascente catena del Gran Sasso. In basso la piana di Sulmona e ad est il passo San Leonardo con il piccolo borgo di Roccacaramanico sembrano racchiudere, proteggere e impreziosire il Morrone, la loro montagna con tutti i suoi eremi. E poi il mare, con Pescara adagiata sulle onde il cui suono rimbomba nelle orecchie e il suo azzurro si fonde col cielo, le nubi, i colli e i frutteti. Mentre l’immancabile vento ci scompiglia i pensieri, iniziamo a scendere, per lo stesso itinerario. Se le gambe lo permettono arrivati sulla conca di Iaccio della Madonna si può salire a sinistra sul monte Le Mucchia (1986m) che merita una visita alle sue rocce impertinenti e per la visuale sulla Majella. E poi rilassati torniamo sui nostri passi a riconoscere i boschi e contare i gioielli floreali lungo il cammino.
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