Sulla cima del Velino per assaporare la felicità

Salita sul sentiero 5 (la direttissima), faticosa e bellissima
Come tutte le cime più alte anche il Monte Velino (2487m) si può raggiungere attraverso sentieri differenti ciascuno con un suo fascino e una sua magia. Il sentiero numero 5, detto la direttissima, è infinito, ripido e faticoso. Regala però la sensazione della conquista, la soddisfazione di sentirsi forti, la bellezza di amalgamarsi con le rocce e di toccare il cielo.
Si parte da Massa D’Albe (Aq) proprio sul retro della chiesa più alta del paese. Si percorre la carrareccia verso est e in 30 minuti si è a Fonte Canale. Da qui, per evidente sentiero, si sale in direzione sud-ovest, si attraversa una pineta, un tratto di bosco e si raggiunge, in un’ora e mezza dalla partenza, la quota di circa 1500 m dove si segue l’indicazione per i sentieri 4 e 5. Ben presto i sentieri si dividono. Il 5 sale ripidamente a destra su fondo sassoso. Si raggiunge un canalino non esposto e da qui ci si rende conto che l’escursione, breve come distanza, sarà molto faticosa e molto panoramica. Nelle giornate limpide, già a 1700m di quota si scorge il Tirreno, verso sud si srotola il Fucino e tutte le vette abruzzesi si affacciano all’orizzonte. Il paesaggio è singolare: non c’è vegetazione arborea, solo erba, arbusti, sassi e rocce possenti. La croce di vetta tarda all’orizzonte, mentre superiamo tratti ripidissimi e aggiriamo alcune imponenti formazioni rocciose. Quando si è a quota 2200 sembra che il sentiero si perda, invece, è lì, dietro quel muro di roccia che fa paura e si inerpica senza alcun pericolo per una trentina di metri. Si esce su un pianoro e si vede la croce di vetta, lontana e brillante. Non demordete, la felicità è vicina. Si arriva alla meta in 4 ore e la fatica scompare, si dilegua, come le nubi che passano sulla vetta. Il Velino è il Velino e non delude mai. Il panorama è grandioso e non ci si stanca di stare lassù, ma la discesa è lunga, occorre riprendere il cammino. Si punta verso nord est sul sentiero 3 lasciando alle spalle la cresta che porta al Monte Cafornia e, dopo qualche saliscendi, si arriva in vista del Rifugio Capanna di Sevice, 2.119 m, appoggiato su un verdissimo prato. Sulla destra un sasso che indica “Teve”, cioè la sottostante Valle di Teve. Il sentiero (2L) scende nella valle velocemente tra sassi e occorre fare attenzione alla segnaletica bianco-rossa. I brecciai e le creste del Velino fanno da contorno a questa bella discesa. Di fronte il Malopasso che porta al lago della Duchessa, lontano verso sud il Bicchero. I piedi corrono da soli e dopo 30 minuti di sassi si viene catapultati in un mondo diverso: il bosco di faggi, fatato. Altri 10 minuti e si è Capo di Teve, con stazzi, cavalli, faggi e la carrareccia del ritorno, lunga 6 km. Una passeggiata rilassante coi pensieri ancora lassù, a quota 2487m dove abbiamo lasciato anche la fatica. Si giunge a Cartore (Rieti) dopo 23 km, lì ci aspetta l’auto lasciata 9 ore prima.